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I funerali di Mariella Alippi a Mandello (Foto Bottani)

I funerali di Mariella Alippi a Mandello (Foto Bottani)

Una folla di fedeli per l'ultimo saluto a Mariella Alippi

Chiesa gremita a San Zeno per i funerali officiati da don Ambrogio Balatti. I commossi saluti degli amici: «Il destino ha voluto portarti via troppo presto. Una grande guerriera con il sorriso sulle labbra»

«Una morte illogica, inaccettabile. Mariella che ci lascia a cinquant'anni nel pieno della vita, della forza, dell'energia. Suona come un insulto alla nostra logica». 

Con queste parole don Ambrogio Balatti, originario di Luzzeno dove ha sede il Gal, mercoledì mattina nella chiesa di San Zeno, ha pronunciato l'omelia ai funerali di Mariella Alippi, scomparsa a soli 50 anni di cui almeno venti spesi con passione all'interno del sodalizio mandellese.

Lutto a Mandello: addio a Mariella Alippi

A gremire la chiesa moltissima gente, tutte quelle persone che hanno conosciuto in lei l'amica «solare, esuberante, piena di vita, una guerriera». Una componente dell'associazione le ha voluto rivolgerle questo saluto: «Ciao amica. Questa è una lettera che noi non avremmo voluto scrivere. Righe buttate cosi di getto su di un foglio che si scolorisce per le lacrime che ci stanno cadendo sopra. Un foglio in cui chiediamo al Signore il perché di cosi tanto dolore». I presenti hanno pianto ai vari passaggi della lettera, toccati ciascuno nei propri personali e intimi ricordi. Come nelle parole dei coscritti della classe 1969: «Il destino ha voluto portarti via troppo presto. Una grande guerriera con il sorriso sulle labbra». 

«Fai divertire gli angeli»

E ancora, il saluto di un'amica. «Ciao Mary non ti lascerò andare. Ti sarò sempre vicina, anche se mi troverò a parlare davanti alla tua fotografia. Buon viaggio. Vai a far divertire gli angeli». La commozione è stata grande e unanime. Nessuno ha voluto mancare a questo ultimo saluto a Mariella. La delegazione degli Alpini ha ricordato il ruolo di madrina della cinquantenne avuto in occasione del gemellaggio con le Penne Nere baresi. Nella chiesa di San Zeno anche i suoni delle cornamuse del Gruppo folk "I Picett del Grenta" nei costumi della tradizione. «Hai regalato alla tua famiglia e a ognuno di noi il bene più prezioso, il tuo tempo. Anche adesso che la vita ha deciso che ne avevi poco. Tu non sei stata avara, sempre in prima linea in ogni occasione», si legge nei passaggi di quella lettera che gli amici del Gal non avrebbero mai voluto scrivere.

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