Cronaca Piazza Sacro Cuore

Addio al dottor Gianpaolo Bonacina, «medico preparato e anima gentile»

I funerali si sono svolti sabato al Sacro Cuore di Mandello. I colleghi dell'ambulatorio di Via Dante: «Aveva un rapporto speciale coi pazienti e sapeva coinvolgere tutti»

Gianpaolo Bonacina

Si sono svolti sabato pomeriggio, nella chiesa del Sacro Cuore, i funerali di Gianpaolo Bonacina, medico di base scomparso improvvisamente lo scorso mercoledì all'età di 68 anni. La morte di Bonacina, avvenuta durante una vacanza in Liguria, ha destato profondo cordoglio nella comunità di Mandello tra i pazienti e i colleghi vicini con la preghiera al dolore della moglie Cristina, delle figlie Giulia e Virginia e dei parenti.

La gente si sofferma ancora incredula alla lettura degli annunci funebri apparsi sulle bacheche cittadine. La stessa incredulità che pervade i medici che con lui hanno condiviso gli ambulatori di via Dante 33, la "seconda casa" per il dottore mandellese.

«Era un amante delle belle cose: il mare, la neve quando andava a sciare. I posti, le località, le descriveva minuziosamente. Era una vera fonte di informazioni». A ricordarlo è il dottor Carlo Santini che, tracciando la figura di Bonacina, parla a nome di tutti gli altri colleghi, in quanto presso la struttura medica «aleggiava il lavoro di squadra, con vero spirito di collaborazione». Bonacina, specializzato in nefrologia, aveva portato la sua esperienza professionale all'ospedale di Lecco, diffondendola anche attraverso pubblicazioni medico-scientifiche.

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«Mi sembra ancora di sentire la sua voce echeggiare qui»: Santini ricorda l'ultimo saluto del collega, quel «ci vediamo lunedì» oggi a pesare come un macigno inamovibile. «Gianpaolo era preciso nel suo lavoro, disponibile, molto buono di animo». Al punto che «rincorreva i propri pazienti, richiamandoli a casa». Incarnando così la vera figura del medico di famiglia, quale era fin dai primi anni Ottanta. Poi, dal 2009, in quella che è considerata "la squadra" negli ambulatori di via Dante 33. Una compagine oggi orfana di un componente. «Ognuno portava le rispettive peculiarità, dal burocratico all'organizzativo al sindacale, con vero spirito collaborativo - spiega Santini - La sua attenzione alle varie tematiche ci coinvolgeva tutti». 

Sabato pomeriggio, durante l'omelia in una chiesa parrocchiale del Sacro Cuore gremita, le parole di padre Sandro Lafranconi hanno toccato i mandellesi: «Gianpaolo ora vive la sua Pasqua, il suo passaggio. Spero, e credo, sia la fede a riunirci oggi in questa chiesa, quella fede che ci dice che questo passaggio deve diventare luce per noi».

(Si ringrazia Alberto Bottani per la collaborazione)

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