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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Cronaca

Il cordoglio di Mandello per la morte di don Massimo: "Ha sempre servito con dedizione le sue comunità"

Rossi era stato parroco nel rione di Somana dal 2002 al 2015. "Un grande dispiacere averti visto lasciare Somana, un grande dolore sapere che hai lasciato questa terra"

"Un grande dispiacere averti visto lasciare Somana, un grande dolore sapere che hai lasciato questa terra. Arrivederci don Massimo". Riccardo Fasoli, sindaco di Mandello del Lario, ha commentato così ieri sui social il la notizia della scomparsa del sacerdote che fu parroco nella frazione di Somana. Dal 2002 al 2015, don Massimo Rossi, classe 1966, aveva svolto il suo ministero presso la parrocchia di Sant'Abbondio nel rione mandellese. Successivamente il trasferimento a Moltrasio, l'altra comunità che oggi piange le sue profonde qualità ministeriali e umane. Rossi era una persona che univa al ruolo di sacerdote le doti culturali di una laurea in storia con studi sulla paleografia. Conoscenze che metteva a profitto e a disposizione presso l'archivio storico della Curia di Como.

Un ricordo sulla figura di don Massimo ci viene tracciato da don Marco Nogara, sacerdote originario mandellese, che attualmente svolge incarichi giuridici presso la cancelleria vescovile. "Don Massimo Rossi è stato un vero prete secondo il cuore di Gesù. Negli anni di sacerdozio ha sempre servito la Chiesa donandosi senza riserve ai fedeli delle comunità che lo hanno avuto come parroco. Esemplare nell'obbedienza al Vescovo e nell'amore per la nostra Diocesi. Non ha mai avanzato richieste e ha sempre accolto con gratitudine quanto il Signore, attraverso i Superiori, di volta in volta gli affidava".

Sacerdote messa-2

Il compianto sacerdote viene poi ricordato come un uomo di grande preghiera: ore di adorazione da solo nelle prime ore del giorno e poi insieme a quanti si rivolgevamo a lui per essere guidati nel dialogo con il Padre. "Anche nei giorni della malattia ha continuato a confessare e a mettersi a disposizione di chi lo cercava per la direzione spirituale, pur trovandosi già infermo a letto e provato dai dolori. Umile e riservato non l'ho mai sentito dire 'io' mentre immancabile era la domanda 'come stai?', sinceramente interessato al bene dei suoi interlocutori".

A Moltrasio come a Somana ha trovato una vera famiglia. "Ascoltando in questi mesi numerosi suoi parrocchiani - conclude Marco Nogara - posso riferire che in don Massimo hanno trovato un padre sempre presente, un fratello capace di ascolto e un figlio grato. La sua stessa morte è avvenuta in un contesto di preghiera, con lo sguardo rivolto alla Madre della Misericordia, raffigurata in una bellissima icona che ha sempre voluto collocare di fronte al suo letto". A breve verrà resa nota la data dei funerali.

(Si ringrazia Alberto Bottani per la collaborazione)

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