menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Le armi rinvenute dai carabinieri

Le armi rinvenute dai carabinieri

Mandello: per la rapina al bar Centrale del 2011 è arrivata la condanna definitiva

La corte di cassazione che ha confermato la condanna inflitta a V.L che dovrà scontare la pena residua sino al 10 febbraio 2019 presso la casa circondariale di Lecco

Aveva destato forte scalpore la rapina perpetrata alle prime luci dell’alba del 31 ottobre del 2011, presso il bar Centrale di Mandello del Lario, quando i due individui, travisati ed armati di pistola, dopo aver immobilizzato il proprietario, lo avevano costretto ad aprire la cassaforte impossessandosi di denaro contante, buoni pasto ed assegni bancari,nonché di sigarette e gratta e vinci prelevati all’interno dell’esercizio commerciale.

Subito dopo la commissione dei fatti, i carabinieri avevano rinvenuto le armi utilizzate dal commando (due pistole con matricola abrasa ed un’altra non censita negli archivi di polizia), complete di un considerevole numero di munizioni, oltre a due autovetture provento furto utilizzate dai rapinatori.

Le indagini, lunghe e meticolose sino all’inverosimile, condotte dal nucleo operativo dei carabinieri di Lecco, erano state avviate con l’analisi delle telecamere di sorveglianza, che avevano permesso di ricostruire le modalità con cui i veicoli provento di furto erano stati precedentemente portati a Mandello ed individuare al contempo il veicolo “pulito” in uso ai rapinatori che, insieme all’analisi del traffico telefonico pregresso, consentiva focalizzare le indagini su P. M. di Seregno e V.L. di Lecco.

Le intercettazioni telefoniche ed ambientali, nonché i servizi di pedinamento, avevano consentito ai carabinieri rinvenire il il 16 dicembre 2011, tra Milano e Seregno, parte dei buoni pasto e dei tabacchi asportati durante la rapina, nella disponibilità di due ricettatori, S.M e C.C.

Il primo provvedimento restrittivo era stato eseguito in Seregno il 27 marzo del 2012 a carico di P.M., mentre il successivo 11 giugno, sulla base delle ulteriori risultanze investigative, veniva tratto in arresto anche V.L.

A distanza di un anno esatto dai fatti, ossia il 31 ottobre 2012, i due sono stati condannati dal Gip presso il Tribunale di Lecco, V.L., che aveva invece optato per il rito abbreviato.

Martedì 13 maggio c'è stato il verdetto della corte di cassazione che ha confermato la condanna inflitta a V.L., che dovrà scontare la pena residua sino al 10 febbraio 2019 presso la casa circondariale di Lecco.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Attualità

    Nasce la via fittizia "via Sogni di Gianni Rodari n. 1000"

  • social

    Mangiare etnico a Lecco

  • social

    Personaggi illustri lecchesi: Giuseppe Bovara

Torna su

Canali

LeccoToday è in caricamento