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Lo studio del Mandic sulla sindrome di Bartter è stato pubblicato su Pediatric Nephrology

Lo studio del Mandic sulla sindrome di Bartter è stato pubblicato su Pediatric Nephrology

Lo studio del Mandic sulla sindrome di Bartter pubblicato da nota rivista scientifica

Il Mandic sale agli onori della letteratura scientifica più autorevole con la pubblicazione dello studio sulla sindrome di Bartter su una nota rivista internazionale scientifica

E’ fresca di stampa la pubblicazione di un articolo sulla rivista scientifica internazionale Pediatric Nephrology , relativo ad uno studio sulla sindrome di Bartter , realizzato presso l’ospedale di Merate dagli specialisti della pediatria e dell’ortopedia.

La sindrome di Bartter è una patologia pediatrica rara che colpisce bambini nati, in genere, prematuramente. L’incidenza della malattia è di circa un caso ogni 40.000 nati all’anno: in Italia, ogni anno, sono circa 12 i nuovi casi.
I bambini affetti dalla malattia studiati e seguiti al Mandic sono stati 15, provenienti da diverse regioni italiane: dalla Lombardia al Veneto, dall’Emilia Romagna al Piemonte, dalla Toscana alla Sicilia. Il fatto è che l’ospedale Mandic è centro di riferimento nazionale per alcune malattie rare, fra esse quelle che interessano la nefrologia pediatrica (la sindrome di Bartter è una di queste).

La malattia, spiegano gli specialisti, è caratterizzata da valori del potassio nel sangue cronicamente bassi. Il tutto è il risultato di una mutazione genetica. Le conseguenze? Scarso accrescimento fisico, crampi muscolari, aritmie cardiache, astenia.
La ricerca è stata condotta dal punto di vista del metabolismo osseo: a questo proposito , nei quindici bambini “arruolati” dallo studio, sono stati registrati livelli superiori di paratormone (ormone che esercita il controllo del metabolismo del calcio) e livelli più bassi di fosforo rispetto a quelli osservati in gruppi di bambini , dello stesso sesso e di uguale età , senza sindrome di Bartter.

Vale la pena segnalare che valori anomali relativi ai due elementi comportano serie problematiche di carattere osseo. Significativo, non a caso, è stato il contributo dato allo studio da parte della struttura di ortopedia che si occupa anche di patologie e traumi ortopedici dell’età pediatrica.
Proprio al Mandic , fra l’altro, è stato avviato da qualche tempo un ambulatorio dedicato di ortopedia pediatrica che ha ridato corpo ad una “antica” vocazione dell’ospedale. Qui, infatti, tra la fine degli anni ’60 e la prima metà degli anni ’90 ha operato come primario di ortopedia Giuseppe Canepa, riconosciuto e apprezzato maestro dell’ortopedia pediatrica in Italia.

L’articolo su Pediatric Nephrology (le prime due firme sono quelle di Alberto Bettinelli, primario della pediatria e Cristina Viganò, ortopedica) rende noti i diversi passaggi dello studio condotto al Mandic , a cui hanno collaborato anche le strutture milanesi di biologia molecolare e di ortopedia, rispettivamente del Policlinico e del Gaetano Pini , oltre al dipartimento pediatrico degli ospedali svizzeri del Canton Ticino.

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