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L'ospedale Manzoni

L'ospedale Manzoni

Manzoni: la struttura di Medicina ripresa dalla letteratura scientifica internazionale

Uno studio del nosocomio di via dell'Eremo riguardante l'apparecchiatura ecografica tascabile è stato citato dalla rivista Plos One e verrà presentato al Congresso europeo a Vienna il 25 aprile

Pubblicato sulla rivista americana Plos One un articolo relativo ad uno studio coordinato dall’ospedale Manzoni, in particolare dalla struttura di Medicina, che ha coinvolto oltre a quelle di Lecco, anche le aziende ospedaliere di Pavia, Mantova, Varese, il Niguarda e le rispettive Asl di riferimento.

La rivista, la cui testata è l’acronimo di Public Library of Science, una iniziativa partita da alcuni prestigiosi ricercatori per rendere disponibile universalmente la ricerca scientifica, raccoglie i contributi più innovativi in campo medico che vengono, una volta accettati per la loro validità, resi pubblici in rete “open access” (cioè, con accessibilità universale da parte di qualsiasi lettore).

Lo studio, che ha coinvolto duemila pazienti, si propone di valutare l’utilità diagnostica di una apparecchiatura ecografica tascabile, delle dimensioni di un I-phone, e la sua capacità di ridurre l’utilizzo di ulteriori esami per arrivare alla diagnosi. “Nei due terzi dei pazienti interessati – spiega Agostino Colli, direttore del dipartimento di area medica dell’azienda ospedaliera – il medico che ha utilizzato l’ecografo portatile al letto del paziente, per indagini che hanno interessato principalmente addome e torace, ha ritenuto il suo impiego sufficiente a rispondere ai quesiti posti per la definizione diagnostica del caso. Solo nel 37% dei pazienti il clinico ha ritenuto necessario fare ricorso ad ulteriori esami che, almeno nella maggioranza dei casi, hanno confermato quello che l’ecografo portatile aveva già rilevato".

"Quindi questa apparecchiatura – aggiunge Colli – sembra in grado di migliorare la capacità diagnostica del medico al letto del paziente, riducendo il ricorso ad ulteriori indagini”. Lo studio, coordinato dall’ospedale di Lecco, sarà presentato al Congresso europeo delle malattie del fegato, a Vienna, il prossimo 25 aprile.

Vale la pena ricordare che l’analisi era stata commissionata, a suo tempo, da Regione Lombardia ed è stata realizzata tra il giugno 2012 e il dicembre 2013. L’articolo su Plos One è firmato oltre che da Agostino Colli anche da altri collaboratori del primario. Un contributo significativo è stato dato, fra gli altri, da due giovani dottoresse, Alessia Riva ed Elena Redaelli, impegnate entrambe nella struttura di Medicina di via dell’Eremo. Attualmente, tutti i medici della struttura hanno in dotazione l’apparecchiatura tascabile e la usano quotidianamente nella propria attività ospedaliera.

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