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Prostituzione al centro massaggi, in manette un cittadino cinese

L'uomo gestiva un giro di prostituzione nei centri "Tuina" di Garlate e Vercurago

Nascosti dall’insegna di un centro massaggi, facevano prostituire le giovani lavoratrici: per questo i due titolari dei centri “Tuina” di Garlate e Vercurago sono stati sottoposti a misure  cautelari, emesse la mattina di oggi 30 dicembre.

Si tratta di un uomo, un 54enne di origine cinese, arrestato dagli uomini del Nucleo radiomobile dei carabinieri per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, e della moglie, per la quale è  stato disposto l’obbligo di dimora a Merate, Comune dove i coniugi sono residenti.

Nei due centri massaggi le ragazze, anch’esse di nazionalità cinese, offrivano, oltre alle consuete sedute di massaggio, anche prestazioni sessuali: nello sfruttarle, i titolari dell’attività davano loro anche alloggio, in locali attigui ai due centri, e pubblicavano annunci su un sito di incontri erotici per attirare clienti, con foto di ragazze orientali in abiti succinti e descrizioni che parlavano di ragazze “pronte a tutto”.

Le misure cautelari sono scattate dopo quasi un anno di indagini condotte dai carabinieri di Lecco che, sono riusciti a identificare diversi clienti delle ragazze, i quali, interrogati, hanno confermato che il centro massaggi di Vercurago forniva prestazioni “extra” in sovrapprezzo alla tariffa fissa di 20 euro. Lo sviluppo dell’indagine ha in seguito confermato che le stesse dinamiche accadevano nel centro di Garlate.

I carabinieri sono quindi stati in grado di accertare le responsabilità degli indagati: il 54enne, capo indscusso dell’organizzazione e formalmente titolare del centro di Garlatem ma anche, per un determinato periodo, anche di quello di Vercurago, si avvaleva della collaborazione della moglie e di altre due connazionali, anch’esse indagate per aver sfruttato, favorito o comunque tollerato la prostituzione nei due centri.

Al termine delle formalità di rito, per il 54enne sono stati disposti gli arresti domiciliari in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

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