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Domenica, 27 Novembre 2022
Fuga da film

Quattro mesi dopo, Massimo Riella è stato arrestato: era in fuga nei boschi sopra il lago

L'uomo, 48 anni, è stato acciuffato dalla Polizia penitenziaria anche grazie all'aiuto dell'Interpol

La sua è stata una fuga infinita, quasi da film. Quattro lunghi mesi sono passati da quando Massimo Riella, 48 anni di Brenzio (Como), era riuscito a scappare durante un permesso premio per visitare la tomba della madre. Era il 12 marzo scorso. È stato per la maggior parte de tempo nei boschi sopra il lago di Como, luoghi che conosce benissimo perché sono gli stessi dov'è cresciuto, ma poi è riuscito a scappare all'estero, forse aiutato da alcuni residenti della zona ha fatto perdere le sue tracce per tutto questo tempo, e si è infine allontanato.

È stato catturato sabato 16 luglio dai carabinieri in Montenegro. Tanti gli appelli del padre e della figlia affinché si costituisse, ma sono stati inutili. L'ultima volta che il padre lo aveva incontrato era stata il 10 aprile. L'anziano aveva riferito di aver visto il figlio quella sera intorno alle 20 e di essere stato seguito da alcuni agenti della penitenziaria. Gli stessi avrebbero esploso dei colpi. Secondo le parole del signor Domenico i proiettili sarebbero stati sparati in direzione del figlio ma gli agenti hanno riferito di aver sparato in aria solo come avvertimento. Fatto sta che Riella era riuscito a scappare ancora e a sparire nella macchia. 

L'uomo è accusato di aver aggredito e rapinato due anziani ma si è sempre dichiarato innocente. 

Massimo Riella è stato arrestato in Montenegro

Ora si attende l'estradizione. Come riporta il Corriere della Sera, nell'operazione di arresto della polizia penitenziaria, che si è avvalsa dell'aiuto dell'Interpol e delle autorità montenegrine, risulta che il 48enne si trovasse da tempo all'estero. Resta da chiarire se, per espatriare, sia stato aiutato da qualcuno che potrebbe averlo accompagnato o avergli procurato dei documenti falsi.

Raggiunto il Montenegro, Massimo Riella come da sua consuetudine e sfruttando le sue capacità di sopravvivenza, avrebbe cercato di nascondersi in località sperdute. Abile nella caccia, era riuscito a sopravvivere per un lungo periodo nascosto nei boschi del Comasco, una zona che conosceva molto bene. In quel caso tutte le ricerche, con voli in elicottero e l'ausilio di unità cinofile, erano state vane. Ma la sua fuga è finita a 1.300 chilometri di distanza dai monti del Lario, oltre quattro mesi dopo l'evasione.

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