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L'immagine di una delle spaccate messe a segno dai ladri

L'immagine di una delle spaccate messe a segno dai ladri

Furti e spaccate nel lecchese, sei arrestati dopo mesi di indagini

Dodici ordinanze di custodia cautelare e sei arresti nell'ambito dell'indagine "Crackdown"

Sono 6 le persone arrestate all'alba di ieri 8 dicembre dai carabinieri del Nucleo radiomobile di Merate, in un blitz messo in atto con la collaborazione del Comando provinciale di Lecco e delle Compagnie di Treviglio (Bg), Cassano d'Adda (Mi) e Parma; oltre a questi, sono altri 7 gli indagati, per 6 dei quali è stato emesso l'ordine di custodia cautrelare in carcere. Questi risultano tutti essere, attualmente, all'estero.

Gli arrestati, tutti senza fissa dimora e di nazionalità albanese, fanno parte di una banda che tra luglio e novembre di quest'anno ha messo a segno numerosi furti e spaccate, nel lecchese e non solo: sono molti anche i reati commessi nelle province di Bergamo, Lodi, Cremona, Milano e Monza Brianza.

L'indagine, denominata "Crackdown", termine inglese per indicare la spaccata, è partita dai rilievi effettuati dai militari per il furto aggravato commesso al bar Pit-stop di Paderno d'Adda, lo scorso 21 luglio: controllando i filmati delle telecamere di sorveglianza installate dal Comune di Paderno e dai Comuni limitrofi, i carabinieri sono riusciti a ricostruire la dinamica con cui la banda agiva, e il primo degli indagati, un 21enne di Merate incensurato.

Il metodo dei furti era sempre lo stesso: utilizzando le loro auto, i ladri effettuavano dei sopralluoghi su alcuni dei possibili obiettivi, scegliendo quale colpire la sera stessa del furto. Con alcune di queste auto "pulite", poi, si appostavano di vedetta vicino ai luoghi dei furti, mentre ne utilizzavano altre per andare a recuperare i complici alcune ore dopo i furti. Per le spaccate venivano utilizzate automobili e furgoni che la gang rubava appositamente per sfondare le vetrine degli esercizi pubblici. In questi casi, le auto "pulite" venivano lasciate anche a decine di chilometri di distanza dall'obiettivo del furto.

Le indagini sono state condotte dagli uomini dell'Arma con molte difficoltà, da un lato per via degli spostamenti continui, dall'altro lato per la composizione stessa della banda: si tratta, infatti, di un nucleo di persone senza fissa dimora che si spostavano continuamente, farmandosi solo qualche giorno presso le case di parenti e amici. 

Anche il numero dei membri della gang è risultato molto variabile: non tutti hanno preso parte a tutti i "colpi", dinamica che ha reso ulteriormente difficile l'identificazione dei malviventi. I furti e le spaccate, inoltre, avvenivano nell'arco di 3 minuti circa, una rapidità tale da rendere impossibile per le forze dell'ordine intervenire tempestivamente.

I carabinieri hanno raccolto finora le prove che incastrano la banda per 13 episodi di furto, ma le indagini sono ancora in corso e non è escluso che i malviventi siano responsabili anche di altri fatti. Nel lecchese, la banda è risultata colpevole, oltre che della spaccata al Pit.stop di Paderno, anche ti un tentativo di furto aggravato in un appartamento di Garlate, avvenuto il 10 ottobre, della spaccata messa a segno al bar Palma di Airuno il 10 novembre, del furto della Ford Escort e della Opel Astra utilizzate per mettere a segno il colpo ad Aituno, e di altri due furti d'auto, una Ford Fiesta trafugata a Merate, e un Ford Transit rubato a Osnago, usati dalla banda per compiere un furto al punto Snai di Usmate Velate (Mb).

In manette sono finiti Spartak Alia, 21 anni, di Treviglio (Bg), Marjano Gjergji, 20 anni, e Arben Vorfi, classe 1986, di Spirano (Bg), Gjovalin Gjoka, classe 1978, di Pozzuolo Martesana (Mi), Florjan Macaj, 21 anni, di Merate, e Besmir Prendi, 25 anni, di Vaprio d'Adda (Mi).

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