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Merate, ai domiciliari Conti dopo lo sparo

Il ragazzo non andrà in carcere, almeno per ora. Ancora confuse le cause del gesto.

L'istanza della difesa di Giovanni Conti ha avuto successo: al ragazzo appena maggiorenne saranno accordati gli arresti domiciliari.

Al processo di stamattina il giudice per le indagini preliminari Paolo Salvatore ha accolto  la richiesta degli avvocati difensori invece di quella della pubblica accusa, invocante la misura carceraria.

In aula il giovane si è avvalso della facoltà di non rispondere, per cui resta ferma l'incertezza sulle cause del gesto.

Se Conti si sia fatto amicizie sbagliate, se si sia procurato la pistola (una Smith & Wesson calibro 38) in ambiti meno pericolosi, non è dato saperlo.

Anche il motivo del colpo esploso contro la parete rimane misterioso, e restano inutili le congetture. Il ragazzo era stato arrestato da tre carabinieri fuori servizio, la notte del 4 agosto, accorsi sul luogo dal vicino T bar.

I capi di accusa che sono stati rivolti al giovane sono pesanti: porto, detenzione abusiva e ricettazione di armi nonché esplosioni pericolose.

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