Metastasi-bis: Bongarzone, Nania e Palermo condannati per associazione di stampo mafioso

La Corte d'Appello di Milano ha riesaminato il caso e riconosciuto le aggravanti per i tre imputati: aumentate tutte le pene

La Corte d'Appello di Milano

La Corte d'Appello di Milano si è pronunciata: anche Alessandro Nania, Ernesto Palermo e Claudio Bongarzone erano colpevoli di associazione a delinquere di stampo mafioso. E' la sentenza emessa nell'ambito del processo "Metastasi-bis": le carte della maxi inchiesta avviata nel 2014, su indicazione (giugno 2017) della Cassazione, sono state riesaminate presso il Palazzo di Giusitizia milanese da una nuova giuria e hanno condotto al giudizio, con rito abbreviato, dei tre imputati.

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Ripristinato il primo capo d'accusa: fu associazione mafiosa

Ebbene, dopo l'annullamento della precedente sentenza, si è aggravata la posizione dell'ex professore a Morbegno e consigliere comunale di Lecco Palermo (4 anni e 6 mesi di reclusione), dell'imprenditore Bongarzone (3 anni e 4 mesi) e di Nania (6 anni e 8 mesi), tutti ritenuti sodali del clan 'ndranghetista retto da Mario Trovato, già condannato in via definitiva a quindici anni di reclusione insieme agli altri imputati (Antonello Redaelli, Massimo Nasatti e Antonino Romeo). Ripristinato, quindi, il primo capo d'accusa mosso nei loro confronti, che era stato successivamente derubricato in associazione a delinquere semplice, senza l'aggravante ora nuovamente riconosciuta dalla Corte.

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Appesantite le condanne

Le pene in Appello sono state così riformulate: dieci anni e quattro mesi a Palermo, sette anni, nove mesi e dieci giorni a Nania e sette anni a Bongarzone. Scontato il nuovo ricorso degli imputati alla Corte di Cassazione, che tornerà a pronunciarsi anche sul troncone "bis" dell'inchiesta "Metastasi".

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