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Virginio Brivio

Virginio Brivio

Metastasi: “Alle elezioni di Lecco del 2010 la ‘ndrangheta votò Virginio Brivio”

Altro colpo di scena nell'inchiesta Metastasi che si sta abbattendo come un ciclone sulla città di Lecco ed in particolare sul primo cittadini Virginio Brivio.

Questo è quanto emerge dallo stralcio di altre intercettazioni relative all'inchiesta Metastasi e riportato da "Il fatto Quotidiano".

Così l'articolo de "IL Fatto Quotidiano" del 3 maggio a firma Davide Milosa:

"Il 26 febbraio 2010 in auto ci sono due persone. Parlano e la microspia della Guardia di Finanza registra. Dice l’uomo: “La famiglia Coco-Trovato oggi vota Brivio ed è quello che voglio io, devo fargli avere il materiale per buttare in giro la voce di votare Brivio, il voto alla famiglia Coco-Trovato”. L’intercettazione, considerata rilevante dagli investigatori, è messa agli atti dell’inchiesta Metastasi che il 2 aprile 2014 ha portato in carcere dieci presunti affiliati alla cosca dei Trovato (leggi), ‘ndrangheta di peso che da oltre vent’anni giostra i propri affari su questo ramo del lago di Como. E così dopo l’ordinanza d’arresto firmata dal giudice, anche gli atti dell’intero fascicolo riportano in primo piano gli interessi della ‘ndrangheta per la carriera politica dell’attuale sindaco di Lecco, il quale non risulta coinvolto penalmente nell’inchiesta. La voce intercettata è quella di Francesco Sorrentino, lecchese classe ’71, ex consigliere comunale in quota Lega, professione odontotecnico con la passione per le auto di lusso (in garage ha una Ferrari) e residenza in una villa in collina: 33 stanze, con piscina, grande parco e custode domestico".

E poi ancora lo stesso articolo riprende la posizione di Francesco Sorrentino e Virginio Brivio:

"In quel 2010, dunque, le microspie degli investigatori sono attive e macinano informazioni importanti. Tanto che gli stessi finanzieri, nell’informativa conclusiva annotano: “Francesco Sorrentino confidava alcune sue manovre politiche per le imminenti elezioni, ovvero che gli appartenenti alla famiglia calabrese dei Coco-Trovato avevano espresso la loro preferenza di voto nei confronti di Virginio Brivio, candidato Sindaco di Lecco”. In quel momento le indagini fotografano la figura di Sorrentino non solo come personaggio legato ai clan, ma anche in grado di rapportarsi con elementi della politica locale e nazionale. Insomma, un buon cavallo per i boss. Un cavallo che grazie alla sua esperienza conosce, a suo dire, la differenza tra un mafioso e un politico. Dice: “La differenza tra questa gente e il politico è una sola, questa gente ammazza, il politico no, però fidati, a questo gli dai una stretta di mano, la parola la mantiene ok?”

Infine sempre dal "Il Fatto Quotidiano:

"Ecco chi è Francesco Sorrentino. Ed è a lui che Mario Trovato affida il compito di racimolare voti a favore di Virginio Brivio. Tanto che il boss inviterà l’odontotecnico nella sua pizzeria 046 per pianificare la campagna elettorale. Spiega sempre Sorrentino: “La famiglia Coco-Trovato oggi vota Brivio ed è quello che voglio io, devo fargli avere il materiale”. In questo caso Sorrentino si riferisce al materiale elettorale. E così il 27 febbraio 2010, Sorrentino contatta Gianguido Mazza, muratore e testa di legno dei Trovato, utilizzato come prestanome per il night milanese Margot. Il locale si trova a cento metri dalla sede della Direzione investigativa antimafia e per anni è stato il vero ufficio di rappresentanza della cosca nel capoluogo lombardo. A Mazza, il professionista consegna il materiale elettorale di Brivio e dell’allora consigliere regionale leghista uscente Stefano Galli. Annotano i militari: “Francesco Sorrenitno, poiché era conscio che la famiglia Trovato appoggiava esclusivamente Virginio Brivio, chiedeva a Mazza di non rivelare a Trovato degli ulteriori volantini consegnati”. Ecco le sue parole: “Mario vuole il materiale di Brivio e basta gli ho detto che glielo faccio avere io punto fine”.

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