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Il Municipio di Lecco

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La Commissione di controllo si riunisce a porte chiuse su Metastasi, Alfredo Marelli: "Sono queste le regole"

Il Presidente del Consiglio comunale risponde alle richieste di rendere pubbliche le sedute della Commissione

È il Presidente del Consiglio comunale cittadino, Alfredo Marelli, a rispondere alle domande e dichiarazioni fatte da Qui Lecco Libera, dalla Lega nord e da Alberto Anghileri di Cambia Lecco, riportate da alcuni organi di stampa sulla possibilità di svolgere a porte aperte le sedute della Commissione comunale di controllo e garanzia, dopo quella dello scorso 13 febbraio che ha visto il Sindaco del capoluogo, Virginio Brivio, riferire sulla sua posizione nell'ambito dell'inchiesta Metastasi.

La risposta a tali richieste, spiegano dal Municipio, non dipende dalle volontà personali, ma dalle norme che regolano il funzionamento della Commissione: «Ovviamente le regole si possono cambiare - precisa Marelli - ma fintanto che sono in vigore, devono essere rispettate e applicate. Nelle comunità senza regole vincono i prepotenti».

La Commissione di controllo e garanzia è costituita da 7 membri, di cui 3 della minoranza consiliare, ed è presieduta da un membro della minoranza per garantire trasparenza: le riunioni si svolgono a porte chiuse, spiegano dal Comune, in modo da poter svoglere accertamenti su atti riservati, se necessario. «Tali restrizioni non rispondono solamente a norme regolamentari comunali - spiega il presidente del Consiglio comunale - bensì obbediscono al rispetto dei vincoli di segretezza legati a un processo in corso e alla necessità di non favorire e/o danneggiare persone indagate e/o rinviate a giudizio».

«Giustamente i cittadini si lamentano e condannano la corruzione e il malgoverno presente nella politica e nelle Istituzioni - aggiunge Alfredo Marelli - altrettanto giustamente i cittadini e le persone responsabili non possono chiedere di ignorare le regole per temporanee convenienze politiche o personali»: la segretezza delle riunioni, infatti, è prevista e obbligatoria (anche in altre istituzioni, come Regione Lombardia e Camera dei deputati) quando sono trattati argomenti che comportano apprezzamento della capacità, moralità, correttezza, o sono esaminati fatti e circostanze che richiedono valutazioni delle qualità morali, delle capacità professionali e delle condizioni di salute di persone. 

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