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Metastasi, in aula parla Virginio Brivio: "Mai stato mediatore"

Il Sindaco di Lecco ha testimoniato al processo, chiarendo la sua posizione nella vicenda della Lido di Paré Srl

Ha deposto in Tribunale nella mattinata di oggi 30 aprile Virginio Brivio, Sindaco di Lecco, chiamato a testimoniare al processo Metastasi.

Dopo il rinvio della deposizione all'udienza di lunedì 27 aprile, il primo cittadino del capoluogo è stato interrogato per chiarire il suo ruolo nella vicenda del lido di Paré e i suoi rapporti con Ernesto Palermo, già condannato a 6 anni e 8 mesi nel processo con rito abbreviato scaturito dall'inchiesta.

Durante l'audizione Brivio ha risposto alle domande del pm Bruna Albertini e degli avvocati di Marco Rusconi, Mario Trovato e Antonello Redaelli. Ha spiegato di essere stato contattato nel giugno 2011 da Rusconi, allora sindaco di Valmadrera, preoccupato perché l'informativa relativa alla concessione del lido richiesta in Prefettura dal Comune di Valmadrera tardava ad arrivare e ciò avrebbe potuto compromettere la realizzazione della struttura, adibita all'uso nei mei estivi: «Come Sindaco ero informato sulle tempistiche per le informative, ma sollecitai Rusconi a rivolgersi lui stesso alla Prefettura per avere notizie», ha affermato il primo cittadino lecchese.

Brivio ha spiegato di aver comunque parlato della questione con l'allora Prefetto Valentini, con cui al tempo era in frequenti contatti per questioni riguardanti il Comune, non ultima l'informativa richiesta da palazzo Bovara sulla pizzeria "The Village". Informativa da cui emerse anche il legame di parentela fra il gestore e la famiglia Coco Trovato. «Il Prefetto mi informò che avrebbe emesso un'informativa atipica sul caso di Valmadrera - ha raccontato il Sindaco - ma non entrammo nel merito del problema. Dopodiché informai Marco Rusconi e gli consigliai la revoca della concessione, che è prassi della pubblica amministrazione quando c'è il sospetto di infiltrazioni della criminalità organizzata, per questione di sicurezza».

Sui rapporti con l'ex Consigliere comunale Ernesto Palermo, Brivio ha chiarito le  circostanze in cui lo ha conosciuto, quando lavorava in Provincia circa 10 anni fa, e di averlo poi poi ritrovato nel Consiglio comunale lecchese. «Si rivolgeva spesso a me personalmente - ha spiegato - per molte cose, anche per chiedermi dei certificati. Non era raro che parlassimo di cose personali, come la salute del padre o l'aspettativa che aveva di venire trasferito dalla scuola di Morbegno, in cui lavorava, in un istituto lecchese».

Pochi giorni dopo il contatto fra Rusconi e Brivio, Palermo iniziò a mostrare interesse sull'informativa richiesta in Prefettura dal Comune di Valmadrera: «La prima volta mi contattò al telefono, poi iniziò a chiedermi notizie sulle tempistiche appena poteva, quando ci trovavamo in Comune - ha raccontato Brivio - "Ci sono persone che hanno investito", diceva, anche se non mi disse chi erano i soci della Lido  di Parè. Io rispondevo che le tempistiche della Prefettura erano quelle e bisognava aspettare. Più volte accusò il Comune di Valmadrera di usare il ritardo come scusa per non concedere l'area».

«Quando era chiaro che la concessione sarebbe stata revocata dal Comune  di Valmadrera, Antonello Redaelli si presentò da me come socio della Lido di Parè Srl - ha aggiunto Brivio - lamentando di aver già iniziato i lavori e investito capitali, autorizzato dal Comune di Valmadrera. Era preoccupato di venire danneggiato dalla revoca e mi chiese di risolvere il contenzioso nato con il Comune di Valmadrera. Vorrei specificare che diedi disponibilità per trovare una soluzione ma non mi posi mai come mediatore, come  qualcuno ha voluto sostenere».

Non conosceva nel dettaglio, invece, quali fossero i rapporti fra Palermo e Mario Trovato: «Sapevo che si conoscevano, essendo entrambi calabresi, ma seppi solo nel 2012 che si frequentavano». E ha spiegato di non aver saputo, né parlato con Ernesto Palermo, della presenza dei Trovato dietro la società Lido di Paré, come invece detto più folte nelle conversazioni telefoniche tra l'ex Consigliere, Antonello Redaelli e Mario Trovato: «Il contenuto dell'informativa atipica, così come le persone coinvolte, sono cose che venni a sapere dopo il 2 aprile 2014 (giorno in cui la Procura di Milano ordinò gli arresti, ndr)».

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