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Processo Metastasi, caccia ai prestanome

La Dda di Milano sta indagando su coloro che avrebbero violato le norme antiriciclaggio per favorire le attività dei Trovato

È caccia aperta ai prestanome di Metastasi: lo ha affermato il giudice per le indagini preliminari dl Tribunale di Milano, durante l'udienza-lampo di lunedì 19 gennaio, che ha aperto il processo direttissimo per l'ex consigliere comunale di Lecco Ernesto Palermo, Alessandro Nania e Claudio Bongarzone.

Gli uomini della Dda di Milano sarebbero pronti a chiedere il rinvio a giudizio per coloro che risulterebbero aver violato la normativa antiriciclaggio nel caso di soggetti coinvolti in attività di tipo mafioso, compresi i prestanome a cui si sarebbero appoggiati.

Nel frattempo il presidente del Tribunale di Lecco, Enrico Manzi, ha ammesso l'intenzione di riportare in città il processo, che attualmente si svolge nell'aula bunker del Tribunale di Milano, dal momento che a due degli imputati, Antonello Redaelli e Saverio Lilliu (ufficialmente titolari della Paré Srl, quindi possibili prestanome del boss Mario Trovato) è vietato incontrarsi: una volta che sarà sciolto il nodo dei prestanome, il processo potrebbe tornare in città.

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