Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Migranti al Bione, Mir Sada risponde a Nogara: "Nessun finanziamento da sindacati, non permettiamo insinuazioni"

L'associazione umanitaria risponde al segretario leghista e minaccia battaglia: "Verificheremo se ci sono gli estremi per la querela"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Con riferimento alle dichiarazioni rilasciate dal signor Flavio Nogara relative a questa Associazione siamo a precisare quanto segue:

l'Associazione Mir Sada Progetto per la Pace è stata regolarmente registrata nel 1994 con deposito del proprio Statuto e opera da più di venti anni nel campo delle associazioni di volontariato con particolare attenzione alle situazioni di emergenze umanitarie (secondo quanto previsto appunto dallo Statuto).

Non è mai esistito nessun finanziamento, “occulto” o meno, con qualsivoglia Organizzazione sindacale e la sede dell'Associazione è presso via Besonda Inferiore 11 per l'utilizzo gratuito di uno spazio concesso nel 1994 da parte della Fiom Cgil (concessione dovuta alla necessità di risparmiare tutto quanto possibile, per utilizzare tutti i fondi raccolti esclusivamente nei vari progetti realizzati).

In tutti gli anni di lavoro ed impegno in varie parti del mondo (Bosnia Erzegovina – Serbia – Slovenia – Palestina – Italia) tutti i fondi utilizzati dall'Associazione provengono, solo ed esclusivamente, da donazioni (versamenti di quote annuali nel caso di adozioni a distanza) da parte di singole persone,  gruppi o altre Associazioni che ne hanno condiviso le modalità ed i princìpi ispiratori.

Tutti i soci dell'Associazione sono volontari e pagano direttamente le spese relative alla partecipazione ai singoli progetti (solo per fare un esempio: dal 1999 abbiamo attivato l'adozione a distanza di figli dei lavoratori della fabbrica “Zastava” di Kragujevac' – Serbia – distrutta durante la guerra, per realizzare e controllare questo progetto alcuni soci si recano, di norma due volte l'anno, in Serbia per la consegna delle quote di adozione pagando, di tasca propria, tutte le spese per ogni viaggio. La cifra totale delle quote di adozione consegnate supera abbondantemente i 500.000 euro tutti raccolti tra gli aderenti al progetto).

Tutti gli interventi ed i progetti che vengono attivati sono rispettosi di quanto previsto dallo Statuto di questa Associazione ed autonomamente finanziati.

Per quanto attiene al nostro intervento presso i campi di prima accoglienza presenti nella città di Lecco (prima presso la palestra delle scuole medie di Maggianico ed attualmente nella zona del Bione e presso il Ferrhotel) abbiamo lanciato una raccolta di fondi e di materiale. Per quanto riguarda i fondi ci permettiamo di segnalare (avendone avuta l'autorizzazione) il consistente aiuto a noi destinato da parte della Direzione generale dell'azienda Novatex di Oggiono, mentre il materiale di prima necessità ci viene consegnato, con una frequenza ed una quantità emozionante e commovente, direttamente da tutte le persone che hanno condiviso il nostro appello.

Siamo in possesso della convenzione, e la conosciamo in modo approfondito, che stabilisce tutte le responsabilità ed i compiti di coloro che vogliono partecipare ai bandi per la gestione dei campi profughi nel nostro Paese. Non è compito della nostra Associazione verificare che venga rispettato quanto previsto dai vari bandi di gara, ci sono organi competenti che devono vigilare ma ci permettiamo di segnalare che, tra i tanti controlli che il signor Nogara auspica, speriamo ci sia anche quello relativo alla verifica della puntualità dei pagamenti da parte dello Stato (che utilizza fondi specifici della Comunità europea). Riteniamo opportuno precisare che il pocket money giornaliero destinato ai profughi equivale alla somma di due euro e cinquanta al giorno.  Inoltre stante le pratiche burocratiche previste dalle norme internazionali, è assolutamente falso affermare che le persone presenti al campo di prima accoglienza abbiano lo “status di clandestini”. La posizione di ogni singola persona verrà esaminata da apposita Commissione che dovrà riconoscere, o meno, il diritto al permesso di soggiorno per motivi umanitari. Cogliamo l'occasione per esprimere la necessità che i tempi di elaborazione delle pratiche possano svolgersi in tempi molto più brevi di quelli oggi previsti che sono di parecchi mesi.

Non permettiamo a nessuno di insinuare chissà quale gestione di fondi provenienti da organizzazioni sindacali, perché tali fondi non sono mai esistiti e ci riserviamo di verificare se tali affermazioni possano essere soggette a querela da parte nostra.

Possiamo garantire a tutti i soci della nostra Associazione (gli unici ai quali rendiamo puntualmente conto) che continueremo ad operare secondo i dettami dello Statuto, che ogni singolo euro speso verrà debitamente motivato e che questa Associazione non ha mai speculato od investito i propri fondi in diamanti o in Tanzania e non ha mai utilizzato fondi pubblici per pagare pranzi di nozze. Tutti i progetti che abbiamo attivato, e continueremo ad attivare, sono da sempre autofinanziati.

Per concludere siamo profondamente amareggiati dal comportamento di chi, forse per ignoranza, cerca di trascinarci in inutili e sterili polemiche politiche. Riteniamo doverosa questa nostra lettera in quanto tutti i nostri progetti sono  da sempre sostenibili economicamente solo grazie al rapporto di fiducia che abbiamo con i nostri soci ed alla credibilità che abbiamo dimostrato nei 20 anni di storia. Una storia che è fatta di tante piccole storie ma di immense soddisfazioni che nessuno può permettersi di infangare. Abbiamo sempre pensato, da liberi cittadini di questo Stato, che la solidarietà, l'umanità e l'aiuto a chi si trova in situazione di necessità  ed emergenza, a prescindere da ogni razza, colore o religione siano princìpi che devono essere vissuti, oltre che pronunciati e continueremo a farlo.

Associazione Mir Sada – Progetto per la Pace

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