Protesta dei migranti a Esino, tra loro c'è anche un profugo ricercato per omicidio

Il primo cittadino di Esino, Pietro Pensa, non era a conoscenza del fatto

C'era anche un profugo ricercato per omicidio tra i vari migranti che venerdì 12 gennaio sono scesi in piazza a Esino per chiedere la residenza, "armati" di cartelli di protestaSi chiama Jiobe Aboubakar, è un richiedente asilo ed è ospitato all'ex albergo "La montanina" di Esino Lario. "Sono scappato dal Gambia perchè ho ucciso una persona durante un'incidente d'auto - ha detto il profugo a Il Giorno -. In Gambia mi avrebbero messo in prigione a vita e qualcuno avrebbe anche potuto uccidermi".

La dichiarazione dell'uomo sarebbe stata una sorpresa anche per il primo cittadino di Esino, Pietro Pensa, che "non sapeva nulla di questa cosa". "E' una cosa grave - ha riportato Il Giorno -, ma il fatto è che non ci viene data alcuna informazione sulle persone che arrivano. Non abbiamo notizie, non sappiamo da dove vengono nè perchè sono qui. In compenso, però, dovremmo dare loro la residenza come agli altri cittadini di cui sappiamo tutto".

Da qui, l'intenzione del sindaco Pensa di approfondire le situazioni di ogni persona che si trova a Esino. "La Prefettura e i responsabili del centro accoglienza non hanno sentito l'esigenza di comunicare al Comune che c'è una persona che scappa per omicidio stradale? Reato per cui anche in Italia si va in carcere", ha anche aggiunto Pensa. 

Sulla questione si è espressa anche la Lega: "Quanto riportato oggi dal quotidiano “Il Giorno” è scandaloso e inaccettabile e conferma il rischio ed i pericoli che la Lega sta denunciando dall’inizio di questa ondata immigratoria. Un richiedente asilo che ha commesso un omicidio fugge dal Gambia sbarca in Italia e trova la liberta’, oltre al mantenimento a 1100 euro a spese dei contribuenti, dichiarandosi richiedente asilo", hanno dichiarato Paolo Grimoldi, deputato della Leha e segretario della Lega Lombarda insieme a Flavio Nogara, segretario provinciale della Lega Lecco. "Noi questo rischio lo stiamo denunciando con forza da tempo ma nessuno voleva ascoltarci. Quanti dei richiedenti asilo che sono liberi di girare per i nostri comuni, ai quali i Prefetti, come quello di Lecco, vogliono regalare la residenza, potrebbero aver commesso dei reati nel loro paese? E’ possibile che non ci sia nessun controllo e nel nostro Paese siano liberi di girare come turisti? Che responsabilita’ ha inoltre in questo caso la cooperativa che gestisce il centro di accoglienza che ha al proprio interno un immigrato che ha commesso un reato nel suo paese? Perché se questa dichiarazione è stata fatta con naturalezza ad un giornalista, volete che chi è con loro tutto il giorno non lo sapesse? Chiediamo innanzitutto alla questura di fare chiarezza su questo caso e al Prefetto di restringere la libera uscita dai centri dei richiedenti asilo dei quali nulla sappiamo. Temevamo l’ingresso di jihadisti nel nostro Paese e così è successo, di delinquenti e così è successo. Ora basta chiudiamo le frontiere subito!", concludono. 

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