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"Nutrire il pianeta", conclusa con successo la due giorni a Missaglia

L'evento si è svolto il 3 e 4 luglio con alcuni ospiti illustri

Il 3 e 4 luglio 2015 presso l’Ex Convento della Misericordia di Missaglia si sono svolte due giornate di condivisione, riflessioni e progettazione sul tema “Nutrire il pianeta. Un grande passo verso la pace” a cura del Consorzio Brianza che Nutre e con il patrocinio di Expo 2015.

Venerdì 3 luglio dopo il saluto di benvenuto del Sindaco di Missaglia Bruno Crippa, ha aperto il convegno Rosadele Galbiati, presidente del Consorzio Brianza Che Nutre “Alcuni dati ci dicono che 800 milioni di persone nel mondo non hanno cibo a sufficienza, questo sta a significare che le politiche di sviluppo a livello internazionale hanno mancato l’obiettivo. Il Cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, per otto anni alla guida di Caritas Internationalis sostiene che la fame si vincerà con i piccoli agricoltori cui mancano risorse (terra, semi, tecniche, prestiti, accesso ai mercati) perché stiamo assistendo allo spettacolo delle multinazionali del cibo che firmano contratti con i Governi dei paesi più poveri, si accaparrano le terre costringendo la gente ad abbandonare le campagne e a rifugiarsi nelle favelas delle città. Di contro finora nel cosiddetto mondo occidentale il mondo dell'economia ha preferito creare un bisogno di consumismo sfrenato e di spreco vergognoso, infatti un recente studio dell’Università di Milano Bicocca e della Federazione medici pediatri della Lombardia rivela che il 30% dei bambini brianzoli tra i 6 e gli 11 anni supera i limiti di peso per l’età, che il 20% è in netto sovrappeso e il 6% è obeso.”

Flavio Domenico Ronzoni, storico, docente e giornalista, ha tracciato un ponte ideale Expo 1906 e 2015 attraverso la figura di Ernesto Teodoro Moneta, unico Premio Nobel italiano, personaggio dimenticato e purtroppo trascurato, sepolto a Missaglia, sostenitore della costruzione del Padiglione della Pace in contrapposizione a quello delle armi e dei cannoni. Un padiglione utopistico perche già iniziava la corsa agli armamenti. Otto anni più tardi sarebbe scoppiata la prima guerra mondiale.

“Moneta partecipò all’Unione Lombarda per la Pace con un’attività trentennale fatta di congressi, conferenze, pubblicazioni, con messaggi antimilitaristi e pacifisti, nella convinzione che i libri e i giornali fossero strumenti di educazione per i popoli. “ Vittorio Mariani, docente di pedagogia presso l’Università Cattolica a Milano e presidente nazionale del Movimento Laicale Guanelliano ha sviluppato il rapporto tra fame e pace in tre punti partendo dall’attualità di Pacem in Terris, Lettera Enciclica di Giovanni XXIII del 1963. Innanzitutto parlando di diritti, quelli veri, come il diritto all’esistenza, all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, al riposo, alle cure mediche, ai servizi sociali e alla sicurezza.

“Oggigiorno assistiamo ad una confusione totale e all’oblio di questi fondamentali diritti e l’affermarsi sempre più dell’edonismo.” Ha poi sviluppato i temi della verità, giustizia, amore, libertà e di quanto essi siano diventati valori vuoti, senza sostanza. E per concludere ha discusso dello sviluppo integrale della persona, dall’educazione motoria a quella dell’intelletto, da quella affettiva a quella religiosa. Per formare uomini e donne che sappiano godere di una libertà autentica fatta di educazione al dialogo, alla solidarietà, alla cooperazione, al senso di giustizia. E’ intervenuto in chiusura Padre Kizito Sesana, con una panoramica sulla sua Africa.

Al termine del convegno è seguita la cena povera, con un menù ispirato alla semplicità e sobrietà, alla quale hanno partecipato un’ottantina di persone, cenando con i prodotti del territorio del Consorzio Brianza che Nutre. Il ricavato è stato devoluto a favore di Padre Kizito. La tavola rotonda del 4 luglio è stata dedicata alla costruzione di un’iniziativa benefica a favore della popolazione africana dove è già attivo l’impegno del missionario lecchese, che ha parlato della sua comunità e dei suoi 450 ragazzi, molti disabili, provenienti dalla strada. Lui li accoglie, li sfama, provvede alla loro educazione e formazione scolastica e professionale, per renderli autosufficienti e garantire loro un futuro. “Nairobi è un cimitero di progetti avviati ed abbandonati. E’ importante che in Africa i progetti una volta realizzati siano seguiti e curati, con il trasferimento di know how, quindi conoscenze e competenze, a medio termine.” Nelle due giornate del convegno le stanze dell’Ex Convento hanno ospitato la mostra “Le tredici sedie mai dipinte nell’Ultima cena di Leonardo”.

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