Cronaca

Modello nazionale per l’assistenza ai neonati: il Manzoni in prima linea nella stesura

Nomi lecchesi tra il gruppo di lavoro che ha redatto il modello nazionale per l'assistenza ai neonati con peso maggiore di 2.500 grammi

Nel gruppo di lavoro sono stati presenti anche alcuni personaggi di rilievo dell'ospedale Manzoni

Ruolo di peso giocato dall’ospedale di Lecco nella stesura delle “Raccomandazioni per la prevenzione della morte o disabilità in neonato sano di peso maggiore a 2.500 grammi non correlata a malattia congenita”. 

Il documento (pubblicato dal dipartimento della programmazione e dell’ordinamento del servizio sanitario nazionale del ministero della salute) è stato steso da un gruppo di lavoro coordinato a livello nazionale da Rinaldo Zanini, direttore del dipartimento materno infantile dell’azienda ospedaliera, e a cui hanno contribuito anche Paola Goretti, direttore della struttura qualità e gestione del rischio dell’azienda ospedaliera lecchese, nonché Lorella Rossi e Roberto Bellù, neonatologi del Manzoni.

La morte neonatale o la disabilità permanente sono eventi molto gravi che possono essere determinati anche da standard assistenziali inappropriati e richiedono la messa in atto di opportune iniziative di prevenzione. 
Di qui la raccomandazione del ministero che definisce un modello di sicurezza per l’assistenza ai neonati a cui tutti gli ospedali del nostro Paese dovranno adeguarsi. 

Il documento è stato validato, prima della pubblicazione, da numerose società scientifiche e da molti autorevoli specialisti italiani.

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