Cronaca

Barzio in lutto: è morto don Alfredo Comi, parroco del paese per oltre quarant'anni

Enrico Baroncelli (Valbiandino.net) lo ricorda attraverso la vendita di una primissima edizione de i "Promessi Sposi" avvenuta nel 2007

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Vorrei ricordare la grande figura di Don Alfredo Comi, parroco di Barzio dal 1969 fino a pochi anni fa, e lunedì spirato nella RSA di Barzio, ripubblicando una parte di un articolo pubblicato nel Luglio 2007 dal giornale online Leccoprovincia.it, in cui si ricordava una delle principali tappe nella vita di questo allora già anziano prete.

La vendita al Comune e alla Biblioteca di Barzio della sua preziosissima collezione di edizioni rare e originali dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, tra cui una preziosissima "Ventisettana" (cioè la primissima edizione del "Fermo e Lucia" stampata a Milano nel 1827) in molte lingue del mondo, per finanziare il nuovo Asilo parrocchiale S.Alessandro che da lì a poco sarebbe stato inaugurato. Insieme a Don Comi l'allora Presidente della Provincia di Lecco Virginio Brivio, il Sindaco di Barzio Pierantonio Valsecchi, e l'indimenticato Giovanni Fazzini.

Di Don Comi questo splendido asilo soprattutto ci rimarrà, oltre alle sue numerose pubblicazioni e opere, tra cui ricorderei anche un fantastico Museo parrocchiale che, oltre a calici, croci e labari in oro risalenti al '500, comprendeva una spada e un elmo celtico ritrovato in una tomba celtica del V secolo avanti Cristo (altri ritrovamenti del genere furono rinvenuti all'inizio del '900 a Introbio).

"Si è svolta sabato 7 luglio la cerimonia di inaugurazione, a Barzio, dei nuovi settori della Biblioteca Manzoniana e del reparto ragazzi, collegato alla Biblioteca principale da un nuovo e lungo ponte aereostatico.
«Privarmi della Biblioteca – ha detto nel suo lungo e toccante discorso l'ottuagenario Parroco Don Alfredo Comi , da quarant'anni ormai Parroco di Barzio – è stato come privarmi di un figlio».

La preziosa raccolta manzoniana infatti è stata venduta dalla Parrocchia al Comune per una cifra di 150.000 euro, un terzo dei quali proveniente dalla Provincia. La somma serve alla Parrocchia per finanziare la costruzione di un'altra grande opera, che verrà molto probabilmente inaugurata agli inizi di settembre prossimo, e cioè la nuova Scuola Materna sita in Via Roma sempre a Barzio. «Ho perduto un figlio, ma per guadagnarne un altro, e cioè il nuovo Asilo dedicato a sant'Alessandro, proprio come il nome del Manzoni».

Don Alfredo ha ricordato come è nata la sua passione per le stampe manzoniane.
«Fu esattamente nell'anno 1972, quando la professoressa Emma degli Uberti, che villeggiava a Barzio, volle farmi un regalo molto particolare: mi regalò infatti una copia dei “Promessi Sposi” datata 1916». Quella fu la scintilla che fece originare una autentica passione. «All'inizio volevo avere 5 volumi “originali” dei Promessi Sposi, poi sono diventati 10, poi 20, 50 , poi 100: insomma alla fine sono diventati circa 1500».

Per procurarseli Don Alfredo ha viaggiato in tutta Italia per sgabuzzini, scantinati “umidi e polverosi”, in negozi vari di antiquariato, tra Genova, Roma e Napoli, pagando “al volo” e di tasca propria. «Questa raccolta di libri manzoniani era una proprietà mia personale – ha tenuto aprecisare all'inizio del suo racconto: se fosse stata di proprietà della Parrocchia non avrei potuto alienarla».

Come ha ricordato Alberto Benini, responsabile del Sistema Bibliotecario Lecchese e primo curatore di un “inizio di catalogazione” un paio di deccenni fa, la raccolta comprende le più disparate edizioni manzoniane: “dalle primissime del 1825 1826 e 1827, a quelle degli anni Quaranta sempre dell'Ottocento, alla prima edizione in francese detta “parigina” del 1828.
Ma una particolarità sono le numerosissime traduzioni esistenti dell'opera manzoniana. In alcuni suoi viaggi in Russia e poi in Cina, l'attivissimo Parroco barziese ha raccolto edizioni persino in cirillico e in cinese del capolavoro manzoniano. “Sono rimasto stupito da come anche là fossero conosciuti i “Promessi Sposi”, un'opera immortale.

Il commovente appello finale dell'ormai anziano Parroco è stato quindi per una società “meno tecnologica e più umanistica, che guardi di più all'arte e meno alla superficialità, di più ai valori di solidarietà e di fede trasmessi anche dai “Promessi Sposi”, e meno alle stupidaggini della società di oggi”.

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