Lutto nel mondo giudiziario lecchese: addio a Stanislao Franchina, per 25 anni Procuratore Capo in città

Storico magistrato, dal 1969 al 1994 condusse alcune delle più importanti inchieste contro i sequestri di persona e la criminalità organizzata nel nostro territorio

La sede dell'ex Tribunale di Lecco dove lavorò Stanislao Franchina. Il magistrato si è spento a 92 anni a Cosenza.

Lutto nel mondo giudiziario lecchese per la morte di Stanislao Franchina, 92 anni, avvenuta l’altra notte nella cameretta della clinica “Gioiosa” a Cosenza. Piangono la sua morte la moglie Adele, il figlio Antonio, tantissimi colleghi, collaboratori, penalisti, appartenenti alle forze di polizia, cronisti dei tempi migliori. L’ultimo saluto gli verrà testimoniato domenica 5 gennaio alle ore 11 alle esequie programmate presso la chiesa di San Nicola, nel paese natale di Tortorici.

Le operazioni di contrasto alla grande criminalità

Nell’incarico e funzioni di primo protagonista della vita giudiziaria lecchese, il procuratore capo della Repubblica Stanislao Franchina ha operato specialmente nel contrastare la grande criminalità operante nei sequestri di persona, tra i quali Giovanni Stucchi rapito il 16 ottobre 1974 a Olginate, mai restituito ai familiari; Francesco Sella il 22 aprile 1977 rapito al circolo Enal di Airuno, con uccisione di un amico, con processo e condanne ad alcuni componenti della banda dei “caprai di Adrano”. Altro sequestro con l’esito positivo sperato da tutti è stato quello del bimbo di 8 anni Davide Agrati, rapito dalla banda di sardi e romani il 12 dicembre 1982 a Monticello e liberato a Lezzeno il 3 gennaio 1983 dai carabinieri di Lecco, al comando del capitano Nazzareno Giovannelli.

L'inchiesta sull'omicidio dell'avvocato Zodda

Sul fronte degli omicidi spicca l’inchiesta per l’omicidio dell’avvocato Andrea Zodda, ammazzato con i colpi di pistola alla testa nello studio di piazza Manzoni il 20 ottobre 1983 perché non volle rivelare quanto gli aveva confidato un suo assistito, ritenuto “capo” dell’anonima sequestri. Si occupò inoltre della sciagura dell'Atr 42 il 15 ottobre 1987, a Conca di Crezzo, con il collega di Como Del Franco.

Gli incarichi e i collaboratori

L’anatomopatolo dottor Paolo Tricomi ricorda che ricevette il primo incarico nel 1985, per un cadavere trovato in un bosco. Enzo Freda, maresciallo dei carabinieri in pensione, tra gli addetti alla sua scorta, lo cita ad esempio: «Ricordo il dottor Franchinacome un grande procuratore». Il capo della sezione di Pg dei carabinieri Luigi Quercia rammenta le direttive per le indagini, anche quelle più delicate, imposte nel massimo riserbo a tutela degli indagati. Giovanni Paolillo e Sergio Bernardo, storici dirigenti di cancellerie in pretura, procura e tribunale, ne citano le esemplari capacità di guida senza mai alzare la voce, ma con capacità persuasive, non di esercizio autoritario dei suoi poteri. Bernardo ricorda che nel 1969 Stanislao Franchina, dopo il primo incarico in pretura a Tortorici e di giudice a Milano, venne nominato giudice istruttore a Lecco, sbarcando sulle rive del Lario, mai abbandonate sino al 1994 per la pensione. Il presidente del tribunale del tempo Filippo Lo Turco lo convinse a fare istanza per “salire” dal primo piano, al secondo per diventare procuratore della Repubblica, succedendo a Oscar Mele, trasferitosi a Campobasso. Possiamo ricordare nelle file dei suoi collaboratori e sostituti, fra gli altri, Francesco Nese; Luciano Tommaselli (già presidente tribunale); Luigi Bocciolini, ora in procura generale a Firenze; Enrico Consolandi; Bruno Casciarri; Maria Cristina Rota; Giuseppina Barbara.

Migliaia e migliaia di fascicoli portano la sua firma, sino a quando gli è succeduta, nel 1994, la dottoressa Anna Maria Delitala, nell’importante ruolo e posizione di pubblica accusa, onorata come una delle prime donne magistrato in Italia.

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La lotta alla 'ndrangheta e le misure contro il clan Coco Trovato

Nella storia dell’emersione della ‘ndrangheta nella primavera 1993 spicca il blitz “Operazione Wall Street” del Pm antimafia Armando Spataro di Milano, con retata operata dai poliziotti, carabinieri e finanzieri. Lo sbarco di Franco Coco Trovato, originario di Marcedusa, a metà anni Settanta, nella casa affittata alla frazione Pascolo di Calolziocorte. Nelle cronache nazionali ebbe risonanza la diretta televisiva dal palazzo di giustizia di via Cornelio su “Rai 2” curata da Pietro Vigorelli, con i commenti alla retata. Il procuratore della Repubblica del tempo Stanislao Franchina e il sostituto Luigi Bocciolini ottennero dal tribunale cittadino delle misure di prevenzione, presieduto da Luciano Tommaselli, a metà novembre 1994, i sequestri di beni immobili, quote societarie, imprese con in primo piano pizzerie e ristoranti intestati anche a prestanome. Con la scomparsa di Franchina se ne va un pezzo di storia giudiziaria del nostro territorio e non solo (Si ringrazia Umberto Filacchione per la collaborazione).

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