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Non si vede, ma c'è: le locali di 'ndrangheta tra Lecco e Calolziocorte

La relazione semestrale dell'antimafia racconta di come il problema sia ancora presente

Ventiquattro locali operative in Lombardia, due tra Lecco e Calolziocorte. È quanto emerge dalla relazione della Dia - Direzione Investigativa Antimafia pubblicata di recente e relativa al semestre gennaio-giugno 2023. La 'ndrangheta, non l'unica realtà malavitosa attiva ma la più capillare e organizzata, è ancora operativa nel nostro territorio, tra i primi a venir contagiato nel periodo dell'espansione a macchia d'olio avvenuta principalmente negli Anni Ottanta e Novanta, nonostante una presenza più rarefatta rispetto ad allora anche visti i giri di vite dati dalle forze dell'ordine.

'Ndrangheta in Lombardia: lo stralcio della relazione

Come scritto nella relazione del Ministro dell'Interno al Parlamento sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Dia, vanno tenuti sotto controllo gli affari legati al Pnrr e ai Giochi di Milano-Cortina 2026, tema sollevato a suo tempo dall'allora prefetto Castrese De Rosa. La principale struttura organizzativa di ‘ndrangheta, la cosiddetta camera di controllo denominata "la Lombardia", è sovraordinata ai locali presenti nella Regione e in collegamento con la casa madre reggina. Nella Regione risultano operative le sopracitate 24 locali di ‘ndrangheta nelle province di Milano (locali di Milano, Bollate, Bresso, Cormano, Corsico-Buccinasco, Pioltello, Rho, Solaro, Legnano- Lonate Pozzolo (VA)), Como (locali di Erba, Canzo-Asso, Mariano Comense, Appiano Gentile, Senna Comasco, Fino Mornasco - Cermenate), Monza-Brianza (locali di Monza, Desio, Seregno e Giussano, Lentate sul Seveso, Limbiate), Lecco (locali di Lecco e Calolziocorte) e Pavia (locali di Pavia e Voghera).

locali 'ndrangheta lombardia inizio 2023

Lo spaccio vale oro

Si conferma nel comparto del narcotraffico il ricorso, da parte di diverse strutture criminali, a prescindere dal loro livello di organizzazione, agli innovativi canali di comunicazione nel tentativo di eludere l’azione di contrasto: dark web e piattaforme di comunicazione cryptografate sono, infatti, i nuovi strumenti che si sono rapidamente diffusi tra narcotrafficanti e pusher.
Le attività delle Forze di polizia e della DIA nel semestre sono proseguite sul piano più squisitamente preventivo mediante le verifiche antimafia nei confronti delle imprese interessate alle opere collegate al Pnrr e a quelle connesse alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. In tale quadro, si è mantenuta costante l’azione di contrasto da parte delle Prefetture con l’adozione di provvedimenti interdittivi che hanno riguardato per lo più imprese aventi legami con la ‘ndrangheta.

Il contesto regionale, caratterizzato da un modello economico e produttivo efficiente e trainante, rappresenta per i gruppi criminali di tipo mafioso un’ottima opportunità di riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti e per questo da infiltrare senza ricorrere a metodi violenti. Ricerca di consenso e di accettazione da parte degli operatori economici è l’obiettivo di organizzazioni come la ‘ndrangheta il cui consenso sociale è in crescita, proprio perché soggetti, la cui appartenenza a contesti mafiosi è conclamata, sono considerati dagli operatori socio-economici locali interlocutori affidabili con i quali concludere affari. L’infiltrazione della criminalità organizzata calabrese nell’economia lombarda è altresì desumibile dalle interdittive disposte dalle Prefetture nel primo semestre 2023, prevalentemente riconducibili a società con elementi di criticità collegati alla ‘ndrangheta.

L'amore per i ristoranti

Dall’esame dei provvedimenti interdittivi emessi, è emersa una propensione dei gruppi criminali mafiosi a essere presenti in una pluralità di settori economici e imprenditoriali.
Quello della ristorazione è risultato indubbiamente il più attrattivo. Con riferimento alla ‘ndrangheta sono emersi interessi anche nell’edilizia, in ambito immobiliare e nella manutenzione e riparazione di autoveicoli, come accertato in sede di istruttorie antimafia svolte dalla Prefettura di Milano, che hanno consentito di emettere tre provvedimenti interdittivi a carico di altrettante aziende attive nei citati settori economici. Le Prefetture di Varese e Lecco, inoltre, hanno disposto singoli provvedimenti a carico di imprese attive, rispettivamente, nella raccolta di rifiuti solidi urbani e nella formazione per le imprese.

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