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«Errore in sala parto», neonato resta paralizzato. Cinque medici a processo

Tre dottori del reparto di ginecologia e ostetricia dell'ospedale di Sesto San Giovanni, un anestesista e un pediatra sono finiti a processo a Monza. L'accusa è di avere provocato al piccolo gravissime lesioni cerebrali

Da quando è nato è su una sedia a rotelle. Non riesce a masticare, è costretto a nutrirsi con pappe frullate. Non parla, ma emette solo suoni indecifrabili. Da quando è nato, quattro anni fa, mamma e papà, che vivono in provincia di Monza, lo seguono sempre e quando non ci sono loro c'è qualche assistente. Per questo tre medici del reparto di ginecologia e ostetricia dell'ospedale di Sesto San Giovanni, un anestesista e un pediatra sono finiti a processo a Monza. L'accusa è di avergli procurato lesioni gravissime durante il parto.

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Tutto sarebbe accaduto in sala parto nell'agosto del 2014. Il cervello del neonato, secondo quanto riportato dalle carte dell'inchiesta, sarebbe rimasto senza ossigeno per una ventina di minuti dopo il parto. Secondo la procura i medici non si sarebbero accorti della sofferenza del bimbo al momento del travaglio e non avrebbero provveduto immediatamente al taglio cesareo. Non solo: il trasferimento del piccolo in un reparto specializzato sarebbe avvenuto in ritardo. 

Presunti errori che avrebbero causato danni irreversibili al piccolo che ora soffre di una "grave cerebropatia". I genitori puntano a ottenere un risarcimento adeguato in modo da garantire al piccolo le cure necessarie, dato che è stato dichiarato invalido al 100 per cento.

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