Olginate: l'associazione Melabò cessa l'attività

"Un grazie al nostro pubblico, nei confronti del quale siamo certamente debitori"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

L'associazione culturale "Il Melabò", dopo più di dieci anni di onorato servizio, ha preso la decisione di cessare la propria attività ritenendo di aver esaurito la propria funzione.

In questi anni l'associazione ha svolto un'intensa attività culturale caratterizzata dalla realizzazione di un centinaio di spettacoli poetico-musicali, decine di rassegne, convegni, libri. L'intera attività ha sempre mantenuto uno stretto legame con il territorio ed è sempre stata rivolta, attraverso la raccolta di documenti e di testimonianze, alla scoperta e valorizzazione delle sue bellezze artistiche, paesaggistiche e naturali, dei suoi personaggi, dei suoi monumenti, delle sue vicende, delle sue leggende e delle sue storie.
I luoghi stessi di svolgimento delle attività, da semplici "contenitori" si sono sempre trasformati in "protagonisti", recuperando spesso la loro originaria funzione sociale, raccontandosi e partecipando attivamente alla loro valorizzazione.
Dal punto di vista metodologico, il Melabò ha privilegiato il confronto e la comparazione, utilizzando, quale originale chiave di lettura del territorio e della sua storia, il rapporto tra musica poesia letteratura e storia. Il tutto, partendo dal particolare, dal locale, dal provinciale, per aprirsi però sempre al generale, a prospettive di più ampio respiro (regionale, nazionale, europeo).

Per il Melabò, questa avventura decennale è stata l'occasione per imparare a conoscere e per scoprire un territorio che ha rivelato una realtà e ricchezze culturali davvero inaspettate e spesso celate dietro una coltre di pregiudizi, di luoghi comuni, di ignoranze, di "politiche" miopi, pigre, svogliate e provinciali.

Tra le numerose attività che hanno caratterizzato questi anni, vogliamo ricordarne almeno alcune, a partire dai progetti sulla Scapigliatura (I sabati della Scapigliatura), che dal 2004 al 2010 hanno avuto in Maggianico e, in particolare, in Villa Gomes, importanti punti di riferimento e fonti di ispirazione e documentazione.

- "Sulle rive del tempo – Viaggio poetico-musicale fra luoghi 'Comuni' e profonde radici", rassegna che in dieci anni ha coinvolto tutti i ventisei Comuni della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino valorizzandone luoghi, personaggi, attività.

- "Palco di proscenio", rassegna di lirica e canzoni d’autore, che ha allietato, con confronti arditi tra poeti pittori e compositori, le estati malgratesi.

- "Inventori e invenzioni a Malgrate e dintorni – Fantasia e creatività nel mondo dell'arte e del lavoro", che, tra mostre, concorsi e spettacoli, ha fatto conoscere i numerosi inventori malgratesi e coinvolto artisti artigiani e studenti delle scuole d’arte e tecniche della nostra provincia.

- La rassegna "Autunno Celtico" che, collocata all’interno di un monumento storico del XIII secolo, quale il Convento di Santa Maria la Vite a Olginate, ha consentito, tra danze popolari, canti e spettacoli poetico-musicali, qualche riflessione, confortata dalle opere del poeta premanese Carlo Del Teglio e della professoressa Giuditta Podestà, sulle nostre origini celtiche e sul senso e significato che ancora oggi possono avere.

- La rassegna "Sora Commedia e frate Jazz", che ha proposto un confronto, sul tema dell'improvvisazione, tra la commedia dell'arte e il jazz; una rassegna che ha consentito di portare a Olginate spettacoli teatrali e jazzisti di caratura internazionale come i pianisti Antonio Zambrini e Rita Marcotulli, il trombettista Fabrizio Bosso, il chitarrista Bebo Ferra, il sassofonista Tino Tracanna, la cantante Maria Pia De Vito, i batteristi Eliot Zigmund, Andrea Marcelli, Francesco D'Auria, i contrabbassisti Paolino Dalla Porta, Carmelo Leotta, Marco Ricci, Jesper Bodilsen...

- Non possiamo poi dimenticare alcuni spettacoli incentrati sul tema della solidarietà e della ricerca scientifica, realizzati in collaborazione con la UILDM-Telethon e finalizzati a sensibilizzare la gente attorno ai temi delle malattie genetiche rare, e alla raccolta di fondi da destinare alla ricerca medico-scientifica.

C'è poi stata un’attività "editoriale" che ha portato alla realizzazione e pubblicazione di cinque libri:

1) Il volumetto "Santa Maria la Vite – Le voci, l'arte, la storia, la fede di un Convento fra impronte del passato e progetti per il futuro" (2009)

2) L'ottimismo della conchiglia – Il pensiero e l'opera di Giuditta Podestà fra comparatismo e europeismo (Ed. Franco Angeli, 2011), a cura di Giuseppe Leone

3) Il ricamo della Regina, racconto inedito di Carlo Del Teglio (Cattaneo, 2012)

4) Carlo Del Teglio – Tutte le poesie, a cura di Giuseppe Leone; con un saggio critico-musicale di Roberto Zambonini (Melabò - Grafiche Rusconi, 2014)

5) D'in su la vetta della torre antica – Giacomo Leopardi e Carmelo Bene sospesi fra silenzio e voce, saggio critico di Giuseppe Leone (Melabò - Grafiche Rusconi, 2015)

Poi mille altre attività: concerti aperitivo, cene a tema, visite guidate, presentazione di libri, concorsi di pittura estemporanea, mostre, convegni...
Mille attività e mille "fatiche" confortate dalla presenza di un pubblico sempre numeroso e attento.
Ed è proprio a voi, il nostro pubblico, nei confronti del quale siamo certamente debitori (per il sostegno, le proposte, le critiche o semplicemente per la presenza), che va il nostro grazie, un GRAZIE grande e, magari, un arrivederci per qualche nuova e stimolante avventura culturale (mai dire mai!).

Stiamo peraltro valutando se far rivivere il sito del Melabò (www.ilmelabo.it), per il momento in standby, trasformandolo in un luogo di riflessione e confronto.
Vi faremo sapere!

Un abbraccio affettuoso dal Melabò e, in particolare, dai suoi ideatori e animatori Roberto Zambonini e Giuseppe Leone.

Marzo 2016

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