Oltre 2500 persone accolgono Messner a Sirtori

A Sirtori oltre 2500 hanno accolto questa sera, 18 luglio, Reinold Messner, nella serata dal titolo "Passione per l'estremo" organizzata da Sport Specialist.

Reinhold Messner

In un venerdì afoso di mezza estate più di 2500 persone si sono ritrovate a Sirtori, presso il parcheggio del negozio Sport Specialist, per ascoltare un mito dell'alpinismo italiano e mondiale qual'è Reinold Messner.

Prima del suo intervento la Banda musicale di Besana Brianza ed il gruppo "I Picett del Grenta" hanno intrattenuto le numerose persone accorse, che si sono accalcate per un'ora abbondante per avere un autografo dallo stesso Messner.

L'alpinista altoatesino, che il prossimo 17 settembre compirà 70 anni, ha esordito spiegando il rapporto tra uomo e montagna, un ambiente a lui molto caro e conosciuto: "Non importano le difficoltà che incontriamo nello scalare la montagna, le altezze che raggiungiamo, le fatiche che affrontiamo, quello che conta è il rapporto tra uomo e montagna e quello che ci insegna, non c'è maestra più grande e più forte della montagna".

"Nella mia vita ho avuto la fortuna di fare più di cento spedizioni, avendo la testa fra le nuvole ed i piedi fortemente piantati sulla terra, avendo la possibilità di realizzare delle idee, che è sempre stato l'obiettivo primario di tutta la mia vita. Quello che sognavo e portavo con me l'ho realizzato dopo tanti anni, a volte anche dopo decenni".

I racconti di montagna di Messner iniziano con la sua spedizione nel '66 sul Monte McKinley in Alaska, scalata in precedenza dal lecchese Riccardo Cassin, vetta raggiunta alla mezzanotte a -40 di temperatura: "Oggi, rivedendo le immagini di queste maestose montagne, provo ancora grandi emozioni, perchè sono talmente grandi e vaste che non si possono misurare con il metro o l'orologio, ma lo si può fare solo con il nostro coraggio, il cuore che batte ed i polmoni che soffrono nel momento stesso in cui le scaliamo".

Non sono mancati ricchi spunti e ricorsi alle Odle le montagne che hanno "dato" la nascita alla passione per la montagna di Messner, sulle quali ha iniziato la sua lunga e imperiosa carriera: "Io ho avuto la fortuna di iniziare a scalare sull'Odle a 5 anni, portato da mio padre sul Sass Rigais.  Poi l'entusiasmo è cresciuto intorno ai dieci dodici anni quando con mio fratello Gunther ho potuto fare delle salite in proprio".  

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