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Lecco, l'ospedale Manzoni fra i migliori in italia per i parti cesarei

"Medaglia di bronzo" per il nosocomio, al terzo posto fra gli ospedali in cui il cesareo si utilizza meno per le donne al primo figlio

"Medaglia di bronzo" per l'ospedale di Lecco per quanto riguarda i primi parti effettuati con taglio cesareo nell'ultimo anno: a dirlo è Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari, che ogni anno valuta efficacia, sicurezza, efficienza e qualità delle cure prodotte nell’ambito del Servizio Sanitario.

Questi i parametri di Agenas, che fissa il 25% di parti cesarei come quota massima per i reparti maternità con più di mille parti all'anno, e il 15% per quelli che ne registrano meno di un migliaio. L'obiettivo è realizzarne il minor numero pssibile, favorendo il parto naturale per le primipare.

In base a questi criteri, l'ospedale Manzoni ha realizzato il terzo miglior risultato d'Italia: su oltre 1.600 parti, solo il 7,38% si è concluso con il taglio cesareo. Al primo posto l'ospedale di Carate (Mb), con il 5,2% e al secondo quello friulano di Palmanova (Ud), con il 6,6%. A differenza dei due centri, il Manzoni ha un reparto di Terapia intensiva neonatale, che potrebbe favorire valori più alti.

Un ulteriore dato che testimonia il buon operato della Ginecologia lecchese riguarda gli interventi per tumore maligno dell’utero: Agenas ha verificato come l'unità operativa diretta da Antonio Pellegrino ha effettuato complessivamente 104 interventi di ginecologia oncologica all’utero, di cui soltanto 43 su donne provenienti dal lecchese. Oltre 60 arrivano da fuori provincia, numero che attesta l'ospedale Manzoni come un centro di riferimento per la cura e la prevenzione di questa neoplasia.

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