Pronto Soccorso di dell'Ospedale Mandic di Merate risponde con prontezza alle richieste del territorio

La Direzione Sanitaria dell'Azienda Ospedaliera della provincia di Lecco interviene per precisare in merito alle carenze di organico del Pronto Soccorso di Merate.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Con riferimento alle notizie apparse sulla stampa locale, relative alle carenze di organico del Pronto Soccorso di Merate , preme mettere in risalto alcuni aspetti relativi all’attenzione posta dalla Direzione Strategica in questi anni  al fine di meglio comprendere la situazione:

Nel corso degli anni dal 2011 al 2014 e nel corso degli ultimi mesi, nessuna struttura Aziendale più del Pronto Soccorso di Merate ha avuto più attenzioni e decisioni che avrebbero dovuto favorirne la stabilità:
-    Attribuzione di un posto di ruolo nel novembre 2011 ( coperto dal dr. De Pasquale)
-    Attribuzione di un posto di ruolo nel giugno 2013 ( coperto dalla dottoressa Villa)
-    Nomina Direttore Struttura Complessa nel febbraio 2012 ( dr. Giovanni Buonocore)
-    Incremento di due unità infermieristiche dal marzo 2013 ( per incrementare di una unità il turno notturno infermieristico)
-    Da fine 2012 a tutto il 2013 ( cioè fintanto che è stato possibile reclutare medici idonei) è stato attivato l’ambulatorio codici minor, per 7 giorni/7 per 4 ore al giorno.

Dal punto di vista della dotazione, a regime ( cioè una volta concluse le procedure di selezione) il PS di Merate avrà 7 dirigenti medici tra incaricati e di ruolo, 1 primario, due contratti libero professionali.

A fine 2010 la dotazione era di 8 dirigenti medici ( di cui uno con facente funzione di Primario) e circa 18 ore settimanali di libera professione.

La criticità vera pertanto non è stata nelle scelte della Direzione ma nella scarsa attrattiva che in linea generale offrono tutti i Pronto Soccorsi, a maggior ragione quelli di Ospedali meno grandi. Proprio per far fronte a ciò le scelte della Direzione sono andate a sostenere l’emorragia di persone che decidevano di andare via. Ma proprio per questo la media di persone presenti nel corso dell’anno è stata forse di poco sovrapponibile a quelle presenti nel 2010… a dispetto delle strategie aziendali, se chi arriva , dopo qualche mese se ne va, occorre poi deliberare nuovamente, emettere i bandi, selezionare e dare tempo alle persone di accettare o meno l’esito della selezione e poi iniziare il  periodo di inserimento sino all’autosufficienza.

Ciò comporta periodi critici, e se le defezioni si sovrappongono temporalmente, come è occorso ora, portano a qualche difficoltà in più. Infatti, i tempi di preavviso per  dimissioni da contratti libero professionali o da incarichi ( a maggior ragione se in prossimità della scadenza) sono brevi,  mentre i tempi tecnici di reclutamento sono più lunghi ; ancora, alcune aspettative sono dovute per normativa, a dispetto della difficoltà di trovare supplenti in grado di vicariare l’assenza.  

Preme tuttavia precisare che i dati relativi alle attese del periodo gennaio-ottobre 2014 confrontati con le attese dello stesso periodo del 2013 evidenziano una riduzione delle attese ( codice bianco da 160’ a 135’; codice verde da 119’ a 89’; codice azzurro da 83’ a 64’; codice giallo: riduzione media di alcuni minuti dal 2013 al 2014, con un tempo medio inferiore allo standard previsto): ovviamente queste sono medie che possono avere giorni e orari in cui il paziente aspetta meno tempo e giorni ed orari in cui il paziente aspetta anche molto tempo, in base alla casualità, ai giorni della settimana, alla disponibilità  o meno degli ambulatori dei medici di medicina generale e alla imprevedibilità connessa a varie cause.

In questi anni, a fianco del Direttore di Struttura Complessa, condividendo l’importanza di un organico stabile e motivato, si è lavorato nella formazione, favorendo, ove possibile, la partecipazione alle iniziative sul progetto  sepsi, sulla accoglienza  nei confronti delle donne che hanno subito violenza e  su altre iniziative specifiche in base alle necessità evidenziate  dal reparto; si è altresì lavorato  sul miglioramento del sistema informatico, al fine di rendere più agevole il lavoro quotidiano degli operatori.

Il Presidio di Merate sta rispondendo con grande disponibilità attraverso la messa a disposizione di risorse già avvezze a gestire i problemi dell’urgenza, con grande senso di appartenenza e con grande professionalità. Molto c’è ancora da fare, da parte di tutti , anche da parte dei pazienti nell’uso corretto delle diverse funzioni che forniscono risposte alle esigenze cliniche, ma nessuno si è risparmiato nell’assumersi responsabilità e nel cercare di fornire risposte (seppure in momenti, come questi, di difficoltà) , relativamente al problema delle risorse umane.

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