Riforma della Sanità regionale, i medici lecchesi: "Difendiamo le buone pratiche"

I direttori dei dipartimenti dell'Azienda ospedaliera lecchese chiedono che la razionalizzazione non comprometta l'efficienza

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

I direttori di Dipartimento dell'Azienda ospedaliera della Provincia di Lecco concordano sulla necessità di sottolineare - in questi momenti di importanti cambiamenti per la sanità regionale - come un buon Servizio Sanitario abbia la necessità  di chiari obiettivi e chiari mandati - compito inequivocabile della politica e della programmazione - su cui poi innescare le buone pratiche mediche che a loro volta si basano sulle conoscenze scientifiche. 

Tutto questo deve essere reso concretamente sostenibile alla luce di costi sempre più elevati (pazienti multiproblematici e farmaci e tecnologie sempre più costose) con  risorse che nella migliore delle ipotesi sono stabili.

Derogare da questo paradigma è pericoloso, confondere i ruoli dei politici con quello dei professionisti  è pericoloso per gli utenti, per i professionisti  e per la politica perché porterebbe ad un fallimento  del sistema con pesanti ricadute per tutti.

Abbiamo certamente bisogno di una politica che decida, di programmatori che programmino ed organizzino i servizi, di bravi professionisti che, messi in condizione di ben agire, si occupino con appropriatezza dei pazienti. I buoni risultati vengono, alla fine,  riconosciuti dagli utenti-elettori, anche come dovuti alla buona programmazione e direzione, alla buona  politica e ai buoni politici.

È necessario riconoscere i buoni risultati come fine ultimo del nostro sistema e delle nostre azioni e non confondere gli strumenti con gli obiettivi.

Le AIS, le ASSL, le “perimetrazioni”, primari, i dipartimenti, i reparti, qualunque articolazione organizzativa, sono strumenti, non sono obiettivi. Dobbiamo partire dalla difesa dei buoni risultati nei servizi che vengono erogati e utilizzare gli strumenti per raggiungerli nel modo più efficiente possibile per consentire la sostenibilità del sistema nel suo insieme. Un sistema che non è sostenibile non è etico né equo: alla fine sono i più deboli che rimangono senza assistenza o si devono accontentare di bassa qualità.Confondere i ruoli, avere come obiettivo “in quota a…” non ci porta a lontano.

Partiamo dalla valutazione di ciò che è necessario e dai  bisogni assistenziali, misuriamo i risultati delle azioni. Confrontiamoci sulle valutazioni  dei bisogni e sulle misure dei risultati,  troviamo gli strumenti – riconoscendo  ruoli diversi in questo – per raggiungerli nel modo più efficiente possibile.

dr. Antonio Ardizzoia, Direttore Dipartimento Oncologico     
dr. Claudio Bonato, Direttore Dipartimento Medicina di Laboratorio 
dr. Pierluigi Carzaniga, Direttore Dipartimento Attività Chirurgiche  
dr. Agostino Colli, Direttore Dipartimento di Area Medica
dr. Melchiorre Costa, Direttore Dipartimento di Area Chirurgica
dr. Giuseppe Foti, Direttore Dipartimento Emergenza Urgenza
dr. Amando Gamba, Direttore Dipartimento Cardiovascolare
dr. Antonio Lora, Direttore Dipartimento Salute Mentale 
dr. Rodolfo Milani, Direttore Dipartimento Immagini e Terapia Radiante
dr. Daniele Prati, Direttore Dipartimento Medicina Trasfusionale-Ematologia
dr. Andrea Salmaggi, Direttore Dipartimento Neuroscienze 
dr. Massimo Vanoli, Direttore Dipartimento di Medicina e Pneumologia
dr. Rinaldo Zanini, Direttore Dipartimento Materno Infantile 

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