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«Parliamo di Lecco sul divano di casa mia»: l'originale campagna elettorale di Boscagli

Il candidato alle Regionali per "Noi con l'Italia" spopola con manifesti brillanti, video in giacca e cravatta sul Resegone e un'originale iniziativa: «Non cerco la poltrona, vi offro il divano»

Per ora, scrivono sui social, il vincitore morale della campagna elettorale è lui. Naturalmente non (ancora) con i voti, e non (solo) per la bontà dei contenuti del programma. A spiccare sono piuttosto originalità e fantasia.

Filippo Boscagli, già consigliere comunale e provinciale, candidato per "Noi con l'Italia" alle prossime Regionali del 4 marzo, ha optato per una campagna decisamente sui generis. Nessun "santino" tradizionale con rassicurante primo piano e slogan. Boscagli ha puntato tutto sulla sua lecchesità, in maniera alquanto originale (trovate tutto sulla sua pagina Facebook). Un primo manifesto lo ritrae accanto al monumento di Antonio Stoppani, con l'ironica puntualizzazione "Due lecchesi, due innamorati della Grigna, due appassionati del proprio territorio. Solo uno candidato alle prossime regionali". Un video, invece, lo immortala in giacca e cravatta in cima al Resegone per illustrare le bellezze paesaggistiche del territorio.

«Rispettate i miei vicini di condominio»

Un secondo manifesto promuove un'iniziativa forse ancora più suggestiva: aprire le porte di casa sua, con particolare riferimento al divano, per incontrare la gente in maniera alquanto "familiare". Le regole sono semplici: 20 minuti massimo per ciascuno, la cortesia di avvertire prima di presentarsi al campanello, attenzione per i vicini del condominio. E un'altra battuta particolarmente ispirata: "Di solito si dice che i politici cercano una poltrona, qui sono io che vi metto a disposizione il divano di casa mia per un confronto su cosa può essere davvero importante per Lecco e la Lombardia".

«Dissentire senza litigare è meglio dello scontro»

Queste iniziative hanno ovviamente spopolato su Facebook, ma i riscontri sono tangibili anche nella realtà. «Volevo uscire dalla logica di schieramento contrapposto, dalla campagna elettorale come si è vista a livello nazionale e anche locale per certi aspetti», spiega Boscagli. «Volevo lanciare un messaggio diverso dall'uno contro uno, una sorta di "disputa felice", con qualcosa di funzionale all'era dei social. Ho tentato di umanizzare la campagna elettorale, insieme a uno strumento quotidiano di incontro come il mio divano».

I primi "colloqui" sono iniziati giovedì, e proseguiranno sino alla vigilia del voto. «È davvero bello vedere l'eterogeneità delle persone che vengono a casa mia, anche pensionati con cui si finisce per parlare di tutto, compresi i semplici dubbi nel fare la spesa al supermercato. Devo dire che l'appello funziona, anche tra chi non appartiene al mio schieramento politico. Sono veramente soddisfatto di come sia riuscita questa campagna elettorale». Chissà che in futuro non venga presa a esempio da altri politici: meno urla e più fantasia.

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