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Parti cesarei: bene il "Manzoni" di Lecco, bocciato il "Mandic" di Merate

I dati emergono dal Programma Nazionale Esiti redatto da Agenas

Il "Manzoni" di Lecco è il 2° ospedale in cui si eseguono meno parti cesarei in tutta Italia. Il dato emerge dal PNE, ovvero Programma Nazionale Esiti, strumento valutativo, che non "emette" giudizi, né redige classifiche, redatto da Agenas, agenzia sanitaria delle Regioni italiane.

Solo il 6,68% dei 1.747 bimbi nati nel 2015 nel nosocomio lecchese è - infatti - venuto alla luce con parto cesareo, contro una media nazionale pari al 25,11%.

«L'Organizzazione Mondiale della Sanità - riporta Agenas - sin dal 1985 afferma che una proporzione di cesarei superiore al 15% non è giustificata. Il parto con taglio cesareo rispetto al parto vaginale comporta maggiori rischi per la donna e per il bambino e dovrebbe essere effettuato solo in presenza di indicazioni specifiche. Il regolamento del Ministero della Salute sugli standard quantitativi e qualitativi dell'assistenza ospedaliera fissa al 25% la quota massima di cesarei primari per le maternità con più di 1000 parti annui e 15% per le maternità con meno di 1000 parti annui».

Il "Mandic" di Merate, invece, stando a quanto riportato dal PNE, non rispetta lo standard imposto per gli ospedali con numero di parti annui compreso tra 500 e 1000. Sui 950 bambini nati nel 2015 - infatti - ben il 25% è venuto alla luce con taglio cesareo.

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