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Pellet contaminato da metalli pesanti prodotto nel Lecchese, cento tonnellate sequestrate in tutta Italia

Le analisi hanno rilevato tracce rilevanti di metalli pericolosi come zinco, cromo e nichel

Cento tonnellate di pellet contaminato da metalli pesanti, prodotto in un'azienda del Lecchese e venduto in tutta Italia: questa la quantità sequestrata ieri 23 giugno dal Corpo forestale dello Stato, in una maxi operazione che ha coinvolto oltre 300 agenti.

Oltre ottanta le perquisizioni effettuate in Lombardia, Piemonte, Campania, Calabria e Basilicata, disposte dalla Procura di Pavia a seguito di un'indagine avviata lo scorso anno, nata dalle segnalazioni di cittadini che denunciavano il danneggiamento delle stufe dopo l'uso dei pellet in questione.

L'indagine ha quindi permesso di risalire all'azienda produttrice che, come si è appurato, opera anche nel campo della gestione, del recupero e della preparazione per il riciclo dei rifiuti solidi urbani, industriali e biomasse. Proprio i residui di questi processi avrebbero contaminato il legno utilizzato per la produzione di pellet: le analisi infatti hanno mostrato la presenza di metalli pesanti come nichel, rame, cromo, cadmio e zinco, in concentrazioni significative. Già all'accertamento visivo, infatti, il prodotto si presentava con colorazioni anomale, blu, rosse o verdi.

Tutte le partite di pellet contaminato ritrovate sono state sequestrate, messe in vendita in oltre 80 negozi in Basilicata, Calabria, Campania, Lombardia e Piemonte. Nessuno dei venditori è stato però indagato: i titolari degli esercizi, secondo la Forestale, hanno commercializzato il pellet contaminato in buona fede.

È scattata la denuncia, invece, per il presidente del Cda dell'azienda e per l'amministratore delegato, per presunti reati di illecito smaltimento dei rifiuti e frode in commercio. Frode che consiste, spiegano dalla Forestale, nell'aver venduto i pellet come prodotti da "legno vergine di faggio", con etichette che avrebbero garantito l'assenza di contaminazioni. 

Le indagini proseguono per verificare che l'uso del pellet contaminato non abbia causato pericoli per la salute pubblica. 

Il Corpo forestale dello Stato invita anche tutti i cittadini, nel caso sospettassero che il pellet acquistato negli ultimi anni possa essere riconducibile a una delle partite contaminate, a segnalare la cosa all'ufficio della Forestale più vicino, e gli agenti provvederanno ad attivare tutte le verifiche del caso.

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