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La Perego Strade è stata coinvolta anche nell'operazione contro la 'ndrangheta denominata "Infinito" nel 2010 (foto Qui Lecco Libera)

La Perego Strade è stata coinvolta anche nell'operazione contro la 'ndrangheta denominata "Infinito" nel 2010 (foto Qui Lecco Libera)

Processo a Perego, chiesta la condanna dei titolari: plaude il circolo "Ilaria Alpi"

L'associazione è l'unica parte civile al processo contro l'azienda per danni ambientali

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” sostiene il Pubblico Ministero che ha chiesto la condanna dei titolari della Perego Strade per il traffico illecito di rifiuti in svariati cantieri, in particolare nelle province di Lecco, Como e della Brianza: l'associazione, unica parte civile nel processo sui presumibili danni ambientali causati dalla Perego Strade, plaude alla richiesta del Pm Alessandra Dolci che, nell'udienza di ieri 14 settembre, ha chiesto la condanna per Ivano, Claudio ed Elena Perego, oltre che per Paolo Sala e Tommaso Ghezzi, accusati di reati ambientali per il traffico e lo sversamento illecito di rifiuti.

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, tramite il proprio avvocato Maria Grazia Corti, ha chiesto al Tribunale di Lecco di "condannare gli imputati in via tra loro solidale al risarcimento dei danni subiti dalla parte civile costituita", e ricorda i dati contenuti nel decreto di rinvio a giudizio dei titolari della Perego Strade: «migliaia di tonnellate di rifiuti di diversa origine, provenienti da vari cantieri, tra cui alcuni di Como e Milano - rammentano dal circolo - che sarebbero state depositate senza autorizzazione nell’area della ex cementeria di Cassago Brianza. Si parla inoltre di oltre centomila metri cubi di macerie da demolizione provenienti da svariati cantieri, depositati dapprima a Cassago e poi portati in alcuni cantieri della zona. Il tutto si sarebbe verificato nel periodo che va dal 2008 al 2009».

«Proprio qualche anno prima, nel 2006, lanciammo un allarme sui possibili danni ambientali derivanti dal deposito di inerti nella miniera di Cassago Brianza, annessa all’area dell’ex cementeria - raccontano ancora gli ambientalisti - Così scrivevamo nello specifico: “Non è chiaro chi e come eseguirà i controlli sul materiale conferito. La preoccupazione è infatti che i controlli vengano delegati (…) alle stesse imprese edili che conferiranno i loro scarti”, e paventavamo possibili conferimenti di materiali inquinanti nell’area della miniera di Cassago, allora gestita proprio dalla Perego Strade. Alla Magistratura chiediamo la condanna dei responsabili dei reati ambientali perpetrati dall'impresa Perego Strade».

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