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Pescate, controlli a sorpresa sulle richieste di residenza

Art. 43 c.c. "Domicilio e residenza. Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale".

In virtù della sottile ma di non poco conto differenza tra residenza e dimora occasionale il sindaco di Pescate, Dante De Capitani, ha deciso di accentuare i controlli, facendoli a sorpresa, per certificare l'effettiva presenza di chi ha avanzato richiesta di residenza. La residenza, infatti, determina, tra gli altri effetti, la competenza territoriale degli organi giudiziali, il luogo di notifica degli atti giudiziari, il diritto al rilascio di certificati anagrafici e accesso ai servizi demografici, l'iscrizione alle liste elettorali, per questo stringere i controlli sulla richieste di residenze mette in atto una serie di azioni di accertamenti e revisioni in un'ottica di una più puntuale legalità e fiscalità.

Come stabilisce il codice civile, per essere residenti occorre dimostrare che si ha dimora abituale e non semplicemente trovarsi occasionalmente a soggiornare in una casa. Per legge l'ufficiale d'anagrafe entro due giorni lavorativi deve effettuare la registrazione delle dichiarazioni e chiedere poi agli agenti della polizia locale la verifica della sussistenza dell' abitabilità. Se vengono scoperte dichiarazioni false e mendaci, l'autore ne risponde penalmente in tribunale.

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