Cronaca

Migranti, De Capitani: "A Pescate non saranno ospitati"

Il Primo cittadino contro il documento sulla "accoglienza diffusa" che sarà sottoposto ai Sindaci del territorio

Niente "accoglienza diffusa" per i migranti a Pescate: a dirlo è il Sindaco del comune lariano, Dante De Capitani, che contesta duramente il documento che verrà sorttoposto ai Primi cittadini della provincia nelle prossime settimane.

?«Il documento sulla cosiddetta "Solidarietà diffusa", che consiste nel distribuire i migranti su tutto il territorio provinciale, sarà  portato all’assemblea dei Sindaci per l’approvazione, presumibilmente entro la fine dell'anno - scrive De Capitani dal suo blog sul sito del Comune di pescate - Documento  che ha come primo sostenitore il  comune di Lecco che, dopo aver messo a disposizione strutture scolastiche o  lasciato allestire tendopoli e containeropoli per accogliere i migranti, adesso sta cercando di sloggiarli nei comuni  che, come Pescate non ne hanno neanche uno, o altri che ne hanno pochi».

La quota che dovrebbe "spettare" a ogni comune sarebbe pari al 3 per mille della popolazione: un numero che vorrebbe dire 6 o 7 persone da ospitare a Pescate, spiega il Primo cittadino. 

«Senza dover aspettare quel documento e l'assemblea dei Sindaci, dico subito che il comune di Pescate, di questi migranti, non ne accoglierà nemmeno uno - afferma De Capitani - nè in forma diretta cioè nelle proprietà comunali, e nè  in forma indiretta e cioè nelle proprietà private, e men che meno nei nostri alberghi perchè i nostri albergatori non han bisogno di fare gli affittacamere delle prefetture per lavorare».

«Noi Sindaci siamo stati eletti per far star bene i nostri cittadini, dar loro servizi, assistenza alle famiglie, strade pulite e un ambiente bello in cui vivere con i loro figli - prosegue il Sindaco - Non è compito nostro prenderci carico dei migranti, dar loro una casa, tre pasti caldi al giorno, lenzuola pulite, ambienti riscaldati, vestiario, mutande e rete wifi. Queste cose noi Sindaci non riusciamo a garantirle neanche ai cittadini nostri, e per cercare di farlo siamo costretti ogni volta a diventare agenti immobiliari e consulenti trova-lavoro».

Dei migranti si dovrebbe occupare chi non ha altre emergenze a cui fare fronte, questa l'idea del Primo cittadino pescatese: «Se ci sono comuni che queste situazioni di disagio nei propri cittadini non li hanno, allora ben facciano ad accogliere questi migranti, ma i comuni che, come Pescate, devono affrontare  emergenze abitative e sociali dei propri cittadini ne siano esentati, perché se ci sono delle case libere qui, vanno date in prima istanza ai cittadini nostri». 

L'intenzione è ferrea, e il Sindaco annuncia che non intende cambiare idea: «Dico già ai cittadini di Pescate che io quel documento a riguardo dell'Assemblea dei Sindaci non lo firmerò, e nessuno può obbligarmi a farlo. Dopo aver risolto il caso di quella famiglia a cui han venduto casa all'asta, adesso dobbiamo risolvere un'altra emergenza abitativa di una famiglia con bimbi piccoli. Il proprietario della casa dove vivono adesso ci concede qualche mese di tempo, e riusciremo a risolvere anche questo caso. Perchè la priorità nostra sono i nostri cittadini».

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