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i piani di Bobbio a dicembre 2015 (foto da Fb)

i piani di Bobbio a dicembre 2015 (foto da Fb)

Dal Politecnico uno studio per migliorare gli accessi ai piani di Bobbio

La Comunità montana della Valsassina ha commissionato l'indagine agli esperti di via Previati

La Comunità montana della Valsassina ha commissionato uno studio per capire se e come intervenire per ampliare gli accessi alla stazione sciistica di Bobbio.

A occuparsene saranno gli esperti del Politecnico, che in 60 giorni dovranno fornire indicazioni sul modo migliore per intervenire, considerando l'impatto ambientale, le ricadute economiche delle possibili soluzioni indicate e l'indicazione delle maggiori probabilità di finanziamenti pubblici o privati per nuove infrastrutture.

«Come è noto, il comprensorio dei Piani di Bobbio è un'importante stazione sciistica - si legge in una nota della Comunità montana - che ha registrato un aumento negli ultimi anni delle presenze e dell’utilizzo delle strutture come rifugi, alberghi, scuole di sci, a loro volta implementate con significativi investimenti». 

«Essendo un comprensorio "di prossimità" al momento prevale il turismo di giornata - si legge ancora - anche se l'espansione verso un turismo più stanziale è un obiettivo auspicabile per molti operatori locali e per le amministrazioni. L’accesso viabilistico alla partenza della cabinovia Barzio-Piani di Bobbio, situata a 807 metri, ha una portata attuale di 2mila persone all'ora (incrementabile del 20% circa nei momenti di punta) è l’attuale criticità che impedisce un possibile ulteriore incremento delle presenze in relazione alle piste da sci, agli attuali impianti e alla loro possibile estensione».

«Il parcheggio limitrofo alla cabinovia ha una capienza limitata in relazione alla portata dell'impianto, circa 750 auto, e un accesso precario, fra le strette vie del centro di Barzio - spiegano ancora dalla Comunità montana - Gli sforzi e gli investimenti del comune di Barzio, con la creazione di circa mille posti auto decentrati e collegati con navette nei giorni "di punta" hanno risolto solo parzialmente i problemi: i tempi di accesso all'impianto e il congestionamento del traffico sui tratti viabilistici di collegamento tra la Provinciale 62 e Barzio risultano una criticità oggettiva». 

Questo il problema che gli esperti di via Previati dovranno affrontare e risolvere in uno studio accurato: biognerà «considerare i flussi attuali e possibili, l'impatto ambientale di nuove opere e le ricadute economiche positive e negative di nuove infrastrutture sul territorio e sugli operatori locali. L'accesso alternativo alla stazione di partenza potrebbe derivare direttamente dalla Provinciale 62 a valle, nei comuni di Pasturo e Introbio, oppure con una variante nel comune di Barzio con ipotesi di fattibilità già esistenti e recepimenti nei PGT dei comuni interessati. In particolare dovranno essere presi in considerazione la costruzione di una nuova strada di accesso con relativi parcheggi; un nuovo impianto che colleghi la zona a valle all’attuale stazione di partenza e relativi parcheggi, o altre soluzioni tecniche e viabilistiche che possano risolvere i problemi».

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