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Migranti, approvato il piano di accoglienza: ecco come funzionerà

Dall'arrivo a Lecco alla distribuzione nei comuni, ecco i quattro "step" del nuovo progetto destinato ai richiedenti asilo

Governare il flusso di migranti in arrivo a Lecco anziché subirlo: è questo l'obiettivo del piano di accoglienza diffusa dei richiedenti asilo approvato nella serata di ieri 2 dicembre dall'Assemblea dei Sindaci della provincia.

Il progetto, elaborato da un tavolo di lavoro che ha visto coinvolta anche la Prefettura e la Comunità montana della Valsassina, e coordinato dall'Asessore lecchese ai servizi sociali Riccardo Mariani, è strutturato su quattro diversi passaggi, dall'arrivo a Lecco fino alla concessione del diritto d'asilo.

Ecco come funzionerà: i nuovi arrivi sul territorio saranno "smistati" nei due hub lecchesi, il campo del Bione e il Ferrhotel, rispettivamente in grado di ospitare 120 e 118 persone. Qui avverranno le procedure di identificazione e i contrilli sanitari. 

La "seconda accoglienza" sarà quella che coinvolge i distretti di Merate, Bellano e Lecco: i richiedenti asilo saranno trasferiti in strutture periferiche, con un tetto massimo di 30 persone per ogni centro. Qui sarà fornita loro assistenza sanitaria e per l'integrazione, e impareranno l'italiano.

Il terzo livello sarà quello che coinvolgerà direttamente i comuni del territorio: i richiedenti asilo saranno distribuiti nei singoli paesi aderenti al piano, tenendo conto del numero degli abitanti. La proporzione sarà di 3 migranti ogni 1000 residenti. L'ultimo livello, infine, è rappresentato dal Sistema di protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati, che riguarderà coloro a cui sarà riconosciuto l'asilo politico in Italia.

Della distribuzione nei singoli comuni si occuperà la Comunità montana della Valsassina, che si convenzionerà con la Prefettura e riceverà un euro al giorno per ogni migrante per garantire i servizi di assistenza e integrazione.

Il piano è stato accolto con favore da molti Primi cittadini, mentre i Sindaci di 6 comuni della provincia (Pescate, Ello, Oggiono, Lierna, Oliveto Lario e Ballabio) hanno rigettato la proposta scagliandosi, fra le altre cose, anche contro la mancanza di indicazioni su eventuali rimpatrii ed espulsioni. Durante la votazione, inoltre, una quarantina di attivisti lecchesi del Carroccio ha manifestato contro il piano di accoglienza con un presidio che si è tenuto fuori dagli uffici di corso Carlo Alberto in cui si è svolta l'assemblea.

In termine di tempistiche, ci vorrà qualche mese perché il sistema venga avviato: la convenzione fra Prefettura e Comunità montana sarà elaborata fra dicembre e gennaio 2016, mese entro cui dovrà anche essere apero il bando per individuare gli enti gestori dei singoli centri, in modo che il piano possa venire attuato a partire da aprile.

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