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I vincitori del concorso

I vincitori del concorso

Concorso Activehouse: dai ragazzi del Politecnico nuova vita per i Cluster di Expo

Gli studenti del campus di via Previati hanno immaginato soluzioni per riutilizzare le strutture di Rho in modo innovativo

Si è svolta al campus di via Previati la cerimonia di premiazione di ActiveHouse, concorso organizzato dalla sede lecchese del Politecnico e da Velux Italia che ha coinvolto gli studenti di Ingegneria edile-architettura.

Il futuro dei cluster di Expo 2015 è stato il tema al centro del contest, che si è svolto all’interno del corso di Progettazione e innovazione tecnologica tenuto dal professor Marco Imperadori e del laboratorio integrato coordinato daidocenti Pietro Tagliabue e Roberto Francieri.

Ai partecipanti, infatti, è stato richiesto di elaborare delle soluzioni innovative per di recupero funzionale delle strutture costruite nel sito espositivo di Rho e dismesse il 31 ottobre, con la chiusura dell’Esposizione universale. Il protocollo Activehouse è stato utilizzato come strumento di misurazione della qualità energetica, dell’impatto ambientale e del comfort abitativo.

«All’interno del panorama di possibile riutilizzo dei manufatti la possibilità di una destinazione alternativa “out of site” ha condotto ad elaborare soluzioni diversificate producendo un ventaglio di possibili riusi - spiegano dal Politecnico - Il luogo, la destinazione d’uso e gli aspetti distributivi-funzionali piuttosto che energetico-tecnologici sono stati individuati a seguito di un attento studio delle esigenze e richieste del contesto di riferimento scelto. Dal punto di vista compositivo la totale libertà espressiva dei progetti ha prodotto soluzioni diversificate che impiegano soluzioni tecnologiche molto diverse, espresse attraverso progetti olistici che non trascurano gli aspetti energetici».

«Il lavoro svolto dagli studenti - spiega il professor Imperadori - dimostra le potenzialità delle strutture pensate per Expo, che bene si sono prestate a ragionamenti su utilizzi alternativi, sfociati a loro volta in lavori concreti e riutilizzabili da subito. Gli studenti che si sono aggiudicati il premio avranno la possibilità di svolgere uno stage al VeluxLab proprio sulle tematiche oggetto del premio costruendosi sul campo un bagaglio di competenze e conoscenze che risulteranno certamente utili nel loro percorso professionale».

La collaborazione tra il Politecnico e Velux è ormai una realtà consolidata, come spiega il responsabile tecnico dell’azienda Marco Soravia: «Per noi questo concorso rappresenta un momento di confronto con quelli che saranno i progettisti del futuro. Quest’anno abbiamo voluto ulteriormente sottolineare quanto per noi sia importante il protocollo Active House, di cui facciamo parte proprio insieme al Politecnico di Milano, e che vuole promuovere la costruzione di edifici, valutati sulla base dell’interazione tra consumo energetico, condizioni climatiche indoor ed impatto sull’ambiente. Siamo certi che lo stage sarà per gli studenti un’eccellente opportunità di crescita»

Di seguito gli studenti premiati e i rispettivi lavori: 

Primo classificato: Esse Tre, di Piergiacomo Acerboni, Domenico Arcadi, Marco Cucuzza 
Questo progetto mostra le potenzialità del recupero di un cluster EXPO attraverso un sapiente lavoro di rifunzionalizzazione e maquillage. Il tutto avviene nel rispetto della filosofia progettuale iniziale basata su semplicità, contenimento di costi e benessere.
L’architettura risulta totalmente rinnovata e ricontestualizzata. Luce e ventilazione si uniscono a benessere fisico e sport.

Secondo classificato: Martesana Social Hub, di Eric Pitalieri, Andrea Radaelli, Danilo Tommasi 
La semplicità è la sua forza! In bilico tra allestimento temporaneo e architettura permanente solida e urbana. Il progetto contrappone geometrie essenziali a ricchezza di dettagli e funzioni che risultano evidenti nell’uso delle superfici, dei colori, dei materiali e dei dettagli. Molto interessanti le sezioni che rappresentano la combinazione tra la luce filtrata delle facciate e quella diffusa zenitale.

Terzo Classificato: HUG, di Barbara Frigerio, Giulia Fumagalli, Matteo Pasqualotto 
Presentazione accattivante, progetto maturo, grande attenzione ai particolari. Si distingue per ricchezza di dettagli e chiarezza compositiva. Grande attenzione allo studio della facciata e alla definizione geometrica dei filtri solari.

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