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Salvò 56enne dal suicidio: Michele Vasta racconta la sua storia

L'assistente capo della questura di Lecco questa mattina ha raccontato gli attimi e gli eventi che l'hanno portato a salvare il 56enne Focsa Gelu

Michele Vasta

Un atto eroico o comunque di coraggio può scaturire da tanti fattori, ma per Michele Vasta, assistente capo della questura di Lecco, non è la prima volta che i riflettori si accendono dopo un salvataggio in extremis.
Lo scorso 7 aprile l'agente salvò Focsa Gelu, rumeno 56enne, dalla morte dopo che lo stesso si era lanciato dal ponte Kennedy per farla finita con la sua vita. Vasta, che alle 13 di quel giorno stava tornando a casa visto che il suo servizio era terminato, captò la gravità del momento e si gettò in acqua per tentare, e riuscire, in un atto che si può definire un'impresa, vista la forza delle correnti lacustri in quella zona.
L'uomo è stato poi trasportato in ospedale in codice rosso, ma a quest'oggi si è quasi miracolosamente già ripreso.

E' lo stesso Vasta, dopo la doverosa introduzione fatta dal questore uscente Alberto Francini e dal capo dell'ufficio di gabinetto Andrea Atanasio, a raccontare gli attimi e le sensazioni di quei cinque minuti di passione: "Ero in viaggio verso casa (Malgrate, ndr) dopo aver concluso il mio servizio, quando ho notato che il traffico era stranamente fermo per quell'ora. Dopo qualche minuto ho visto delle persone sbracciarsi e sono sceso dalla macchina perchè avevo capito che c'era qualcosa che non andava. Gettando lo sguardo verso il lago ho visto Gelu privo di sensi, così sono sceso a riva e, dopo essermi parzialmente spogliato, l'ho raggiunto a nuoto all'altezza dei due pilastri centrali del ponte. Fortunamente in quel momento sono passati dei canoisti e dei pescatori che mi hanno aiutato a trascinarlo fino alla riva del lago: due minuti e sarei stato in condizioni critiche anche io. Non ho comunque avuto paura, lo rifarei anche ora."

Questa mattina la delegazione sopracitata si è recata al "ManzonI" per valutare i progressi del cittadino rumeno, definito come: "Incredibilmente in salute" da tutti e tre.

Come detto, già qualche anno fa Vasta si era reso protagonista di un gesto molto simile nella stessa zona, quando salvò una donna di Valmadrera gettatasi nel lago dal ponte Nuovo, ma in quel giorno, comunque molto freddo (era l'inizio di dicembre), la mancanza di vento aiutò l'agente nel compimento del gesto.

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