Cronaca

Poste in chiusura, si va verso lo sciopero

Le organizzazioni sindacali si incontreranno a breve per decidere quali strategie adottare e tutela dei lavoratori e del servizio sul territorio

Lavoratori delle poste verso lo sciopero contro le chiusure degli uffici nel Lecchese, dopo l’interruzione della trattativa fra sindacati e Poste italiane: le organizzazioni sindacali, a esclusione di Uil, si incontreranno a breve per pianificare le iniziative utili a salvaguardare i lavoratori e il servizio offerto ai cittadini.

Poste italiane, spiegano i rappresentanti dei lavoratori, al tavolo di discussione ha negato di trasmettere i dati reali, dimostrando, come si legge in una nota inviata da Cisl.Slp, «che i vertici non conoscono le effettive condizioni di operatività negli uffici e delle innumerevoli difficoltà e disagi dei dipendenti, che subiscono pressioni insostenibili rispetto obiettivi commerciali, ferie, distacchi continui, piani formativi inadeguati».

«L’azienda continua ad attuare una politica di risparmio sui costi attuata con tagli di personale e sugli adempimenti strutturali, strumentali e formativi che ha portato alla perdita di qualità in tutti i servizi, alle chiusure di uffici e all’abbandono di uffici del territorio nei piccoli comuni già disagiati per la carenza di servizi ed infrastrutture» spiega Antonio Pacifico della segreteria Cisl-Slp, autore del comunicato, e sottolinea come ieri 2 marzo, un ufficio che andrà chiuso perché “diseconomico” come quello di Maresso, a Missaglia, all’orario di chiusura aveva effettuato oltre 400 operazioni, nel primo giorno di pagamento delle pensioni.

«Il peregrinare degli impiegati da un ufficio all’altro non fornisce continuità nell’erogazione dei servizi e sempre più spesso presidi che dovrebbero vedere applicate due o tre persone sono rette addirittura da una sola- prosegue Pacifico - Accade quindi che l’assenza improvvisa di un operatore causi la chiusura anticipata, come è accaduto oggi nell’ufficio di Garbagnate Monastero che è rimasto aperto dalle 8.20 alle 12.40 proprio durante il primo giorno di pagamento delle pensioni, causando gravi disagi alla cittadinanza».

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