Cronaca

Poste, il senatore Arrigoni presenta un'interrogazione al Ministro dello sviluppo economico

"Bisogna evitare che decisioni unilaterali assunte da Poste italiane arrechino disagi agli abitanti dei Comuni"

Non va giù al senatore leghista Paolo Arrigoni la chiusura di 61 uffici postali e la razionalizzazione di altri 121 in Lombardia, di cui 7 chiusi e 9 razionalizzati nel territorio lecchese.

Il politico calolziese ha presentato ieri 3 febbraio, a poche ore dall'annuncio delle chiusure da parte di Poste italiane, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. 

«Poste Spa è una società interamente partecipata dal Governo che detta indirizzi politici e, quindi, è responsabile di quel che sta accadendo» ha affermato il senatore, aggiungendo che a fare le spese di questo provvedimento sono «soprattutto i comuni montani che già hanno visto scomparire scuole, negozi di alimentari, studi medici e bar, con un colpo mortale alla vita sociale delle comunità. E poi i cittadini in generale: famiglie, anziani, imprenditori, ma pure i turisti».

Arrigoni sostiene che i cittadini "hanno già dato": «Negli ultimi anni Poste Italiane Spa ha avviato un processo di razionalizzazione degli uffici, con chiusure e riduzioni dell'orario di apertura, in diverse aree del territorio nazionale, nonostante i cospicui contributi statali».

Il senatore ha chiesto quindi al Ministro «come intenda intervenire, anche favorendo una concertazione fra la direzione di Poste Italiane Spa e le amministrazioni locali, anche attraverso Anci, per evitare che decisioni unilaterali assunte da Poste Italiane Spa arrechino disagi agli abitanti dei Comuni lombardi, al fine di garantire l’effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità, puntuale e capillare nel rispetto dell’accordo di programma per l’espletamento del servizio postale universale».

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