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Uffici postali al collasso, a rischio le consegna in venticinque comuni della provincia

Carenza del personale e mancato turn over all'origine di problemi e disservizi: la denuncia del sindacato Cisl Slp

Le poste lecchesi sono al collasso per la carenza di personale, mentre gli uffici vengono presi d’assalto dalla clientela chiamata ad aggiornare i propri dati anagrafici per rispettare le disposizioni in materia di trasparenza bancaria e antiriciclaggio.

Questa la denuncia della sigla sindacale Cisl Slp, che denuncia una situazione difficilissima per gli uffici postali della provincia, situazione che si verifica «nell’assoluta indifferenza per le condizioni lavorative delle prime linee e della percezione del servizio da parte della clientela».

Il sindacato diffonde un comunicato che illustra in toni molto duri la situazione: «Uffici come quelli di Lecco in viale Dante, Mandello del Lario, Valmadrera e Calolziocorte  riescono a garantire l’apertura pomeridiana ricorrendo al lavoro straordinario. Oggiono, Lecco succursale 4, Dervio, Bellano, Abbadia, Sirone sono solo alcuni degli uffici che vivono in modo insostenibile la carenza di operatori; Pagnona, priva di responsabile da anni, costringe alla rotazione i colleghi di Colico, che devono percorrere oltre 60 chilometri per l’apertura dell’ufficio. Il “pellegrinaggio impiegatizio”, a copertura degli uffici più piccoli, ha raggiunto ormai livelli insostenibili, mentre i direttori sono costretti a lavorare allo sportello per garantire il servizio alla clientela; inoltre, una decina di colleghi pronti per il pensionamento e l’assoluta mancanza di turn over, che ormai si protrae da qualche anno, rischia di mettere in ginocchio l’intera attività».

Pessime prospettive anche per quanto riguarda la consegna della posta, a livello nazionale come a Lecco: «L’azienda sembra bloccata in attesa del DDL di Stabilità che sembrerebbe offrire la possibilità di effettuare il recapito a giorni alterni nelle località con densità abitativa inferiore ai 200 abitanti per chilometro quadrato» ovvero 25 Comuni su 89, nella provincia di Lecco. 
«I centri di distribuzione soffrono per la carenza di personale, cui si pone rimedio con un numero assolutamente insufficiente di assunzioni a tempo determinato: il tutto a discapito di qualità ed efficienza. Per citare qualche numero, nella zona di Barzanò abbiamo 8 persone in meno, mentre per la zona di Merate siamo a meno 7. L’assenza di scorte mette a rischio tutta l’organizzazione, tanto che anche il minore degli episodi di malattia provoca disagi per la cittadinanza».

Piccoli esempi che però danno un’idea della gravità della situazione, e degli sforzi necessari per garantire il servizio: «I dipendenti di Poste italiane sono incolpevoli dei disservizi, che sono causati solo  dall’incapacità progettuale ed organizzativa di un’azienda in costante ritardo su adeguamenti normativi ed assolutamente sorda rispetto all’assunzione di nuovo personale o almeno a trasformare in full time i numerosi giovani assunti con contratto part time».

I Comuni a rischio di ritrovarsi con la consegna della posta a giorni alterni nella provincia di Lecco sono Abbadia, Carenno, Casargo, Cassina Valsassina, Dorio, Erve, Esino Lario, Introbio, Introzzo, Margno, Moggio, Morterone, Oliveto Lario, Pagnona, Parlasco, Pasturo, Perledo, Premana, Primaluna, Sueglio, Taceno, Tremenico, Varenna, Vendrogno e Vestreno.

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