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Poste, pressing di Regione e Comuni per fermare la riorganizzazione

Approvata all'unanimità la risoluzione per scongiurare il taglio degli uffici in Lombardia, soprattutto nei piccoli paesi e nelle frazioni

Fermare il piano di ristrutturazione delle Poste e scongiurare il taglio degli uffici in Lombardia, soprattutto nei piccoli Comuni e nelle frazioni. E’ questo il messaggio contenuto in una articolata risoluzione approvata oggi, 26 febbraio, all’unanimità, dalle commissioni Bilancio, presieduta da Alessandro Colucci (Ncd), e Attività produttive, presieduta da Angelo Ciocca (Lega Nord).

L’impatto della riorganizzazione delle Poste in Lombardia prevede la chiusura di 61 uffici soprattutto in Comuni e frazioni con meno di cinquemila abitanti e l’apertura a giorni alterni di altri 121 sportelli. La proposta di risoluzione, approvata all’unanimità e che ora approderà in consiglio regionale per il via libera definitivo, chiede alla giunta di intervenire sull’azienda perché venga sospeso il processo di riorganizzazione.

Si lavorerà, in collaborazione con gli Ster, alla mappatura delle situazioni territoriali più critiche. Infine alla giunta viene chiesto di attivare un tavolo regionale per studiare nuovi strumenti operativi insieme a sindacati, associazioni di consumatori e istituzioni territoriali. “E’ fondamentale che Regione Lombardia si faccia carico delle istanze degli amministratori locali e dei cittadini che non possono subire passivamente le scelte di Poste italiane. I servizi di interesse pubblico, pur nel rispetto delle scelte aziendali, non possono non tener conto degli impatti negativi che queste stesse hanno sulla quotidianità delle persone e sui disservizi che alimentano sui territori”, ha dichiarato il presidente, Alessandro Colucci.

Questo non è un passaggio burocratico, ma un messaggio ben preciso a Poste italiane: una regione come la Lombardia non può essere privata di servizi essenziali sotto il profilo strutturale, economico e sociale – spiega Angelo Ciocca – La riorganizzazione venga sospesa, si ascoltino sindaci e cittadini e si trovino soluzioni condivise. Se la società non vorrà dialogare, Regione Lombardia e i sindaci sono pronti a trarne le conseguenze, sotto diversi profili. Il taglio degli uffici non è una decisione che siamo disposti ad accettare senza scomporci”.

“Con questo documento – dichiara infine Mauro Piazza, consigliere regionale del Nuovo centrodestra e componente della quarta commissione – Regione Lombardia si fa carico delle istanze degli amministratori locali e dei cittadini che non possono subire passivamente scelte che hanno ripercussioni pesantissime sull’utenza e per di più imposte dall’alto”.

La risoluzione, prosegue Piazza, impegna perciò la giunta regionale a “intervenire presso il Governo per sospendere il processo riorganizzativo a verificare e segnalare l’esistenza di situazioni particolarmente critiche anche attraverso le sedi territoriali di Regione Lombardia e ad attivare quanto prima un tavolo regionale che porti al confronto tra Poste italiane e tutti i portatori di interesse, dalle istituzioni alle organizzazioni sindacali alle associazione degli utenti”.

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