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Poste, la Provincia al tavolo regionale

I consiglieri: «Abbiamo evidenziato le nostre preoccupazioni sull'abbassamento della qualità del servizio». Nuovo incontro il 14 aprile

I consiglieri provinciali Bruno Crippa e Ugo Panzeri hanno partecipato oggi, 24 marzo, a palazzo Pirelli di Milano al tavolo regionale convocato dal sottosegretario alle riforme istituzionali, Enti locali, Sedi territoriali e Programmazione di Regione Lombardia Daniele Nava per un confronto sulla riorganizzazione degli uffici postali presenti sul territorio regionale che Poste Italiane intende realizzare e per individuare eventuali istanze condivise da sottoporre alla società al fine di ridurre i disagi sull'utenza, in attuazione della risoluzione approvata dal consiglio regionale il 3 marzo scorso e a seguito della sospensione del piano ottenuta.

«L’intervento di Regione Lombardia - commentano i consiglieri provinciali Crippa e Panzeri - ha aperto uno spiraglio per una rivisitazione del piano di razionalizzazione di Poste Italiane, che al momento è sospeso, anche se siamo ancora in attesa di conoscere i termini di questa sospensione. Durante l’incontro, sulla base delle osservazioni dei vari soggetti istituzionali presenti, sono stati stabiliti alcuni criteri generali da sottoporre a Poste Italiane a tutela del servizio: assenza di sportelli bancari, distanza da un altro ufficio postale, mancanza del trasporto pubblico locale, numero di abitanti e utenti serviti dallo sportello».

Il tavolo aperto da Regione Lombardia si riunirà nuovamente martedì 14 aprile: nel frattempo a livello provinciale Regione Lombardia con la sede territoriale, Provincia e Comuni interessati dovranno elaborare delle proposte concrete da sottoporre a Poste Italiane che facciano sintesi tra le esigenze dell’azienda e quelle della collettività: «Per far questo è quanto mai necessario avere da Poste Italiane quei dati oggettivi concreti relativi a ogni sportello già richiesti dalla Provincia e non ancora ricevuti -aggiungono i consiglieri -  Dall’incontro di oggi abbiamo avuto la conferma che il piano di realizzazione di Poste Italiane è stato stabilito a livello centrale, senza alcun confronto con le realtà territoriali. Infine abbiamo nuovamente evidenziato la preoccupazione degli amministratori che l’attuale ipotesi di razionalizzazione aggraverà i carichi di lavoro e abbasserà ulteriormente la qualità del servizio degli uffici postali che si ritroveranno ad assorbire l’utenza degli uffici postali che verranno chiusi totalmente o parzialmente».

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