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Uffici postali in chiusura, Poste italiane si sottrae al confronto con i rappresentanti del territorio

L'azienda ha annunciato che non parteciperà all'incontro che si sarebbe dovuto tenere in Provincia

Nessun incontro fra Poste italiane e i rappresentanti di Comuni e Provincia di Lecco per discutere del piano di razionalizzazione: l'azienda ha fatto sapere, con una telefonata, che non si presenterà al tavolo di confronto.

La comunicazione arriva da villa Locatelli, dove l'incontro si sarebbe dovuto tenere nel pomeriggio di oggi 16 marzo, proposto dal Presidente Flavio Polano e che avrebbe visto non solo la presenza dei Sindaci di Lecco, Brivio, Missaglia, Galbiate, Calolziocorte, Verderio, Carenno, Monte Marenzo, Taceno, Margno, Pagnona, Primaluna, Ello, Colle Brianza, Santa Maria Hoè, interessati nel piano di razionalizzazione, ma anche dei parlamentari e dei Consiglieri ragionali lecchesi.

«L’obiettivo dell’incontro - spiega il Presidente Polano - era proprio quello di confrontarsi costruttivamente con la Direzione provinciale di Poste Italiane per cercare di individuare soluzioni e proposte correttive “a saldi invariati”, per ridurre al minimo i disagi provocati dal piano di razionalizzazione, soprattutto sui pensionati e le fasce di popolazione meno evolute dal punto di vista tecnologico, che più di altri utilizzano i servizi postali. Le proposte degli amministratori locali sono basate sulle varie realtà, con soluzioni diversificate a seconda del territorio interessato dalla razionalizzazione di Poste italiane, tenendo presente che alcuni sportelli hanno bacini di utenza più ampi rispetto al Comune di riferimento».

«Evitando l’incontro di oggi attraverso una formale telefonata - aggiunge Polano - ancora una volta Poste italiane ha confermato la totale mancanza di rispetto e attenzione nei confronti del territorio e dei suoi rappresentanti istituzionali, elemento imprescindibile al di là di ogni posizione e motivazione. Sottrarsi al confronto su un tema così delicato e di vitale interesse, che ha conseguenze rilevanti sui territori interessati, non è uno ‘sgarbo’ che Poste italiane fa alla Provincia, ma soprattutto ai Comuni e ai Cittadini».

La decisione di Poste italiane arriva dopo il rifiuto di fornire i dati delle utenze, dei conti correnti e delle operazioni svolte nelle filiali a rischio: «Siamo ancora in attesa di avere questi dati, fondamentali per poter formulare le ipotesi alternative», commenta in merito Polano.

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