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Poste, l'allarme di Cisl: "In Lombardia chiuderanno sessantacinque uffici"

Il piano di razionalizzazione dell'azienda prevede anche l'apertura a giorni alterni di 120 ulteriori filiali

Sessantacinque uffici postali chiusi in Lombardia e altri 120 aperti a giorni alterni: questa la situazione che si verificherà a breve sul territorio regionale, a seguito del programma di interventi pianificato da Poste italiane per gli anni 2013/2014 e in attuazione nei prossimi mesi.

A darne notizia è la Cisl, che riferisce come non ci siano ancora certezze su quali saranno gli uffici postali in chiusura nella provincia di Lecco, «tuttavia, è logico pensare - si legge nel comunicato - che nei Comuni ove sono presenti più uffici postali questi verranno chiusi, rispetto a quanto previsto dal decreto Scajola del 2008».

A farne le spese, dunque, potrebbero essere Verderio, che dopo l’accorpamento dei due Comuni Superiore e Inferiore ha due sedi delle Poste, Galbiate, che potrebbe veder sparire l’ufficio di Sala al Barro, Missaglia, in cui chiuderebbe quello di Maresso, Brivio che direbbe addio alla sede di Beverate e Calolziocorte, con la chiusura dell’ufficio postale di Rossino.

Le razionalizzazioni, invece, potrebbero interessare quegli uffici che Poste italiane considera “improduttivi” o “diseconomici”: «potremmo ipotizzare si tratti di quelli ubicati nelle realtà montane che vivono condizioni generali di servizio già di per sé disagiate - prosegue il comunicato, a firma del segretario di Antonio Pacifico - e che, se aggiunti ai numerosi uffici già passati sotto la scure della razionalizzazione, produrrebbero un quadro del servizio ai cittadini qualitativamente desolante». Il tutto in una situazione che non è comunque definitiva, dato che gli interventi sono stati pianificati per il biennio 2013/2014 e non è escluso che altre chiusure e razionalizzazioni potrebbero essere decise nel piano d’impresa 2015/2019.

«Su tale programma abbiamo già espresso tutta la nostra contrarietà e le nostre perplessità verso un progetto che penalizza fortemente parte del territorio lombardo con pesanti ricadute anche occupazionali - continua Pacifico - Per queste ragioni abbiamo già inviato una lettera ai Sindaci dei comuni che riteniamo possano essere interessati ed al Presidente dell’Anci Lombardia, dichiarando la disponibilità ad affrontare assieme le problematiche evidenziate e le possibili azioni di intervento».

Cisl ha segnalato, inoltre, le criticità che rendono attualmente insostenibile la situazione quotidiana degli uffici postali: dagli organici insufficienti che non consentono un servizio adeguato agli sportelli e alle consulenze, passando per i distaccamenti continui del personale da un ufficio all’altro, per sopperire ai “buchi” di organico, ma non solo. Ci sono anche le decine di uffici che vengono chiusi da un giorno all’altro, mascherando la mancanza di operatori con dei presunti guasti tecnici, c’è l’inadeguatezza degli strumenti di lavoro e dei sistemi informatici, i prolungamenti degli orari di lavoro che spesso non vengono retribuiti, e altro ancora.

«A fronte di tali difficoltà e all’inspiegabile indifferenza, che mortifica l’impegno sostenuto dai lavoratori anche nel cercare di servire al meglio la clientela in queste difficili condizioni, abbiamo intrapreso un percorso di informazione e di mobilitazione - conclude Pacifico - attraverso una serie di assemblee sui luoghi di lavoro, nei primissimi giorni del mese di febbraio, e una puntuale informazione e sensibilizzazione dei cittadini attraverso gli organi di stampa e degli amministratori locali».

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