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Premio Manzoni per il romanzo storico, ecco i finalisti

I tre romanzi saranno valutati da una giuria popolare di cinquanta lettori

“1960” di Leonardo Colombati (edito da Mondadori), “L’eco di uno sparo” di Massimo Zamboni (Einaudi) e “Il tempo migliore della nostra vita” di Antonio Scurati (Bompiani): sono questi i tre romanzi finalisti del premio letterario internazionale “Alessandro Manzoni”, dedicato al romanzo storico, giunto quest’anno alla sua undicesima edizione.
In comune, per tutti, il periodo storico: la narrazione in tutti e tre i casi, infatti, affronta la storia del Novecento. La nuova giuria, composta da Ermanno Paccagnini come presidente, Alberto Cadioli, Gian Luigi Daccò, Gianmarco Gaspari, Luigi Mascheroni, Stefano Motta, Mauro Novelli, Giovanna Rosa, dopo avere esaminato le diverse candidature, ha votato e scelto la terna, che ora passerà nelle mani della giuria popolare.
Saranno i 50 lettori “popolari”, infatti, a decretare il vincitore, selezionati grazie alla collaborazione con le librerie Cattaneo, Ibs, Libreria Volante, Parole nel Tempo di Lecco, Perego Libri di Barzanò e La Torre di Merate.
La premiazione, con la proclamazione del vincitore, si svolgerà domenica 8 novembre 2015 presso il Teatro della Società di Lecco.
I romanzi finalisti: le schede
“1960” è ambientato nella Roma della XVII Olimpiade: una perfetta ricostruzione storica e una vivacissima invenzione romanzesca contribuiscono a creare un grande affresco di un'epoca e al tempo stesso danno vita a un thriller incalzante e terribile che è anche uno straordinario omaggio a Roma. Leonardo Colombati è redattore della rivista "Nuovi Argomenti" e ha scritto per diverse testate, tra cui "Corriere della Sera", "Il Giornale" e "Vanity Fair". Collabora a "IL", mensile de "Il Sole-24 Ore". 
“L’eco di uno sparo” narra invece la storia di Ulisse, squadrista e membro di un direttorio del fascio, che nel febbraio 1944 cade dalla bicicletta colpito alle spalle. Diciassette anni dopo, un'altra pallottola uccide il partigiano che sparò quel giorno, ma a impugnare l'arma è un compagno, un ex gappista responsabile a sua volta dell'uccisione di Ulisse. Massimo Zamboni (scrittore ma soprattutto chitarrista e cantautore per i Cccp prima e i Csi poi) affronta la storia più dolorosa e rimossa della sua famiglia e racconta il volto di un intero Paese, col suo eterno ripetersi di soprusi e vendette. 
“Il tempo migliore della nostra vita” racconta la storia di Leone Ginzburg che rifiuta di giurare fedeltà al  fascismo e imbocca la strada che lo condurrà a diventare un eroe della Resistenza. Nel racconto rigoroso e appassionato con il quale Scurati  rievoca la vita di Leone, fondatore della casa editrice Einaudi, e di Natalia Ginzburg, scorrono però anche le vite di Antonio e Peppino, Ida e Angela, i nonni dell'autore, persone comuni nate negli stessi anni e vissute sotto la dittatura e le bombe della Seconda guerra mondiale. Antonio Scurati è ricercatore allo Iulm di Milano e coordina il Centro studi sui linguaggi della guerra e della violenza; editorialista della "Stampa" è anche columnist di "Internazionale". Nel 2005 ha vinto il Campiello con il romanzo “Il sopravvissuto”.
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