Cronaca Via Airoldi e Muzzi, 2

Preoccupazione per i lavoratori dell'Airoldi e Muzzi a Lecco

Nel tardo pomeriggio di oggi, 8 ottobre, presso la sala consigliare del comune di Lecco, durante la riunione della commissione consiliare terza, Giuseppe Canali, presidente dell'Airoldi e Muzzi, ha sottolineato lo stato di crisi in cui versa l'azienda.

L'ingresso dell'Airoldi e Muzzi a Lecco

Giuseppe Canali, presidente degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi di Lecco, insieme al Direttore Sanvito hanno illustrato, nel pomeriggio di oggi 8 ottobre, durante la riunione della commissione consiliare terza del comune di Lecco, lo stato di crisi in cui versa l'azienda.

In particolare hanno spiegato che il contratto di solidarietà per i 330 dipendenti della Casa di Riposo Airoldi e Muzzi dovrà necessariamente slittare. Il motivo della sospensione è dovuto alla necessità di recuperare ospiti per 20 posti letto vuoti, sui un totale di 350 disponibili.

Il contratto di solidarietà, che doveva partire il primo settembre, se il numero di presenze non muterà, verrà ulteriormente rimandato fino al luglio 2015. Nel contratto sottoscritto dai lavoratori è prevista una riduzione del 10% dell'orario  di lavoro esteso a tutti lavoratori.

Il presidente Canali ed il direttore Sanvito hanno spiegato nel dettaglio la situazione economica dell'Airoldi e Muzzi durante la sessione della commissione terza del comune di Lecco, presieduta da Salvatore Rizzolino, alla presenza del sindaco Virginio Brivio.

"L'Iram, Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi, è a tutti gli effetti un'azienda - ha sottolineato il presidente Canali da marzo a capo del consiglio di amministrazione - e da quando ci siamo insediati nello scorso mese di marzo, dopo aver visionato la situazione economia che attestava la diminuzione degli ospiti della struttura, siamo giunti ad una drammatica conclusione e cioè che vi erano 24 lavoratori in esubero. Per evitare la perdita dei posti di lavoro ci siamo rivolti alle Organizzazioni Sindacali e ai delegati RSU aziendali, per sottoscrivere  un accordo per poter chiedere l'utilizzo degli ammortizzatori sociali a sostegno delle difficoltà economiche di bilancio, con un'azienda in crisi ormai da 3 anni, attraverso il contratto di solidarietà. C'è da dire che con molte difficoltà siamo riusciti ad intervenire positivamente sulla riduzione di alcuni costi che gravavano sulla struttura. Alla fine questa scelta ci ha dato ragione, sempre però con l'augurio di completare le presenze nei tre comparti".

In particolare  il bilancio dell'Istituto vede l'esposizione nel pagamento dei mutui con le banche per la costruzione del reparto Medale e la ristrutturazione del Resegone per complessivi 17 milioni di euro a cui si aggiunge la difficoltà di copertura dei posti liberi e vacanti nella RSA, il tutto per mancanza di domande di ricovero. In pratica si tratta di una media di circa 30 posti letto vuoti, con un mancato introito di circa  60.000 euro.

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