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Processo Metastasi, prima udienza lecchese: la tangente a Palermo e i prestanome di Trovato nelle audizioni dell'accusa

L'ex Consigliere comunale Ernesto Palermo avrebbe ricevuto quindicimila euro per intervenire sul Pgt di Lecco

Il ruolo di Ernesto Palermo nella stesura del Pgt lecchese, i sospetti su un'azienda di slot machine e quelli riguardanti una rete di prestanome a copertura delle attività di Mario Trovato: di questo hanno parlato i testimoni dell'accusa ascoltati ieri 25 febbraio, durante la prima udienza lecchese del processo Metastasi.

È proseguita, quindi, a Lecco, l'audizione del maresciallo Flavio Grassi del Gico, il Gruppo di investigatizione sulla criminalità organizzata della Guardia di finanza, che ha illustrato, anche grazie alle intercettazioni, presunte influenze di Ernesto Palermo sulla stesura del Piano di governo del territorio della città, attuate sfruttando la sua posizione di Consigliere comunale e membro della commissione urbanistica.
Palermo, stando agli inquirenti, avrebbe ricevuto una tangente di 15mila euro per ottenere una modifica del Pgt che sarebbe servita a "salvare" una proprietà di Claudio Crotta dalla svalutazione, nella primavera del 2011. 

La deposizione di Grassi ha riguardato anche le attività della DBM electronics, di cui è titolare lo stesso Crotta con l'imputato Claudio Bongarzone, ma dietro cui, secondo gli inquirenti, si nasconderebbero gli interessi i Mario Trovato.

L'audizione del capitano del Gico Andrea Baldassarre, invece, ha riguardato gli accertamenti eseguiti sul patrimonio della famiglia Trovato: gli accertamenti eseguiti dall'ufficiale, infatti, hanno mostrato come la loro posizione reddituale sia talmente esigua da far sospettare una l'esistenza di una rete di prestanome con lo scopo di mascherare le attività del presunto boss.

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