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Foto d'archivio

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Emergenza profughi, i numeri in Provincia di Lecco e i problemi dei diversi comuni interessati

Uno spaccato della realtà del territorio lecchese che fa pensare

L'emergenza profughi in Provincia ha raggiunto dimensioni notevoli, tanto da rendere sempre più difficile trovare sistemazione alle circa otto persone al giorno che la Prefettura si trova a gestire.

Le cifre del fenomeno, pubblicate oggi 10 agosto dal quotidiano nazionale "Il Giorno", fanno veramente pensare, dato che la soluzione a quello che dovrebbe essere un caso temporaneo si fa sempre più lontana.

In Provincia di Lecco ad oggi i richiedenti asilo sono 612, un numero ben al di sopra di quanto ci si sarebbe aspettato solo qualche mese fa. 
In 128 si trovano sul territorio di Lecco Comune, distribuiti in diversi centri tra cui il più importante è l'ex Ferrhotel di viale Ferriera, dietro il centro commerciale "Le Meridiane", che da solo ne ospita quasi un centinaio.

Airuno ha messo a disposizone l'ex Caserma della Guardia di Finanza, di proprietà statale, come centro di accoglienza per circa 60 presunti profughi. Il centro è gestito dalla cooperativa Itaca, la stessa responsabile del Ferrhotel di Lecco; il sindaco ha cercato di tranquillizzare la popolazione, rendendo inoltre noto come il Comune non debba accollarsi nessuna delle spese relative all'ospitalità.

Situazione più critica quella di Ballabio, dove i 40 immigrati si sono barricati nella struttura privata messa loro a disposizione dalla Prefettura, protestando per «l'acqua delle docce non così calda come loro gradirebbero e il cibo di mensa non conforme alle aspettative» come riferito dal sindaco Alessandra Consonni. La prima cittadina sottolinea inoltre i problemi legati al turismo, dato che il dispiegamento delle forze di polizie non induce certo ad un'atmosfera rilassante.

Il caso di Cremeno è emblematico dei problemi relativi all'accoglienza: 118 richiedenti asilo stanziano in un Comune di poco più di 600 abitanti. Lo scandalo relativo all'ente gestore della centro di accoglienza, per cui il vicepresidente Zuccolo della coop Domus Caritatis operante nell'ex colonia degli Artigianelli di Maggio (frazione di Cremeno) è stato arrestato, ha portato diverse voci locali ad esprimere il proprio dissenso.

Anche la comunità di Esino Lario si trova alle prese con l'accoglienza di 40 profughi in una piccola realtà di Paese, tra l'altro mentre si prepara ad accogliere l'evento di portata mondiale Wikimania.

Di recente ciò che ha fatto più scalpore è stata la decisione della Prefettura, non condivisa dal Comune di Abbadia e da numerosi esponenti politici locali, di immettere 32 stranieri di diversa nazionalità (con conseguenti probabili problemi relazionali) nel centro della Comunità Montana di Pian dei Resinelli. La minuscola frazione non ha infatti nessuna delle caratteristiche importanti per un centro di accoglienza: è isolata durante l'inverno, non consente interazioni sociali in centri ricreativi ed è di difficile gestione da parte delle forze dell'ordine.

Per quanto l'emergenza sia reale e la Prefettura di Lecco stia sicuramente facendo il possibile, le cifre indicano come anche nel Lecchese la situazione profughi sia quantomeno controversa e poco accettata sia dalla popolazione che dagli enti locali.

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