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Giovedì, 26 Maggio 2022
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Guerra in Ucraina: quasi settecento profughi in provincia di Lecco

I dati della Prefettura di Lecco fanno capire quanto grosso sia il flusso di persone arrivate dalle zone del conflitto. Sono ospitate da privati, parrocchie e associazioni. I loro titoli di studio

La guerra in Ucraina va tristemente avanti. E sono milioni le persone scappate dalle zone del conflitto. Tante di queste, quasi settecento, sono arrivate anche in provincia di Lecco e sono ospitate in vari modi: ci sono i parenti che si sono messi a disposizione, come pure l'hanno fatto privati cittadini lecchesi, associazioni e parrocchie locali. A coordinare tutta l'azione è la Prefettura di Lecco, che fa da raccordo tra chi cerca e chi offre, reperendo le risorse economiche necessarie per l'inserimento anche grazie al prezioso lavoro svolto dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese.

Guerra in Ucraina: quasi 700 profughi in provincia di Lecco

Per quanto riguarda l'inserimento delle persone arrivate nel nostro territorio, non assistite in Cas (centri di accoglienza straordinaria), è chiaramente la città capoluogo a essersi messa in prima fila, dando un tetto sopra la testa a 103 persone sulle 695 che si sono, o sono state, dichiarate. Tra queste figurano anche ben 20 minorenni che sono giunti senza accompagnatori.

Grafica Profughi Ucraina 30 marzo 2022 - 1-2

Scorrendo la "classifica" si trovano i 49 profughi presenti a Merate e i 28 inseriti in strutture di Paderno d'Adda.

Grafica Profughi Ucraina 30 marzo 2022 - 2-2

Questa la diffusione sul territorio:

La guerra in Ucraina va tristemente avanti. E sono milioni le persone scappate dalle zone del conflitto. Tante di queste, quasi settecento, sono arrivate anche in provincia di Lecco e sono ospitate in vari modi: ci sono i parenti che si sono messi a disposizione, come pure l'hanno fatto privati cittadini lecchesi, associazioni e parrocchie locali. A coordinare tutta l'azione è la Prefettura di Lecco, che fa da raccordo tra chi cerca e chi offre, reperendo le risorse economiche necessarie per l'inserimento anche grazie al prezioso lavoro svolto dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese.

Guerra in Ucraina: quasi 700 profughi in provincia di Lecco

Per quanto riguarda l'inserimento delle persone arrivate nel nostro territorio, non assistite in Cas (centri di accoglienza straordinaria), è chiaramente la città capoluogo a essersi messa in prima fila, dando un tetto sopra la testa a 103 persone sulle 695 che si sono, o sono state, dichiarate. Tra queste figurano anche ben 20 minorenni che sono giunti senza accompagnatori.

Grafica Profughi Ucraina 30 marzo 2022 - 1-2

Scorrendo la "classifica" si trovano i 49 profughi presenti a Merate e i 28 inseriti in strutture di Paderno d'Adda.

Grafica Profughi Ucraina 30 marzo 2022 - 2-2

Questa la diffusione sul territorio:

I titoli di studio

Interessanti anche i dati sull'istruzione forniti dalla Prefettura di Lecco: 60 cittadini ucraini non hanno un titolo di studio, 30 hanno un titolo conseguito alla Scuola Primaria, 37 hanno il diploma conseguito al termine del percorso di studi svolto nella Scuola Secondaria di Primo Grado, 42 hanno terminato la Scuola Secondaria di Primo Grado e 52 sono laureati. Tra gli ultimi figurano 11 laureati in ambito sanitario, 1 in area scientifica, 10 nell'area scientifico-tecnologica (architettura, ingegneria civile ed ambientale, industriale, meccanica, elettronica, delle telecomunicazioni, informatica...), 13 nell'area giuridico-economica, 5 nell'area umanistica, 7 nell'area sociale, 5 in altre aree ancora. Per ben 454 cittadini, infine, non è disponibile l'informazione relativa al titolo di studio.

Si cercano alloggi, inseriti i primi profughi ucraini

Prosegue la messa a disposizione di alloggi da parte di privati per favorire l’accoglienza diffusa su tutto il territorio. Gli Ambiti distrettuali di Bellano, Lecco e Merate hanno sin qui, a mercoledì 23, la disponibilità di 92 alloggi, a cui aggiungere 161 famiglie pronte ad accogliere nelle proprie case minori e/o mamme con bambini. Il totale delle disponibilità raccolte sino alla fine della scorsa settimana da “Lecco ospita l’Ucraina” è di 682 posti su tutto il territorio provinciale.

Profughi ucraini: 300 euro a persona, 150 per ciascun figlio

Nel frattempo il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, ha firmato un'ordinanza che stabilisce modalità e misure per la gestione di chi scappa dalla guerra, segno dell'impegno dell'Italia nell'accoglienza dei profughi ucraini. Il provvedimento è in corso di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Nello specifico, l'ordinanza (la numero 881 del 29 marzo 2022) stabilisce che gli ucraini che hanno fatto richiesta di protezione temporanea e che abbiano trovato un'autonoma sistemazione riceveranno "un contributo di sostentamento una tantum pari a 300 euro mensili, pro capite per la durata massima di tre mesi decorrenti dalla data d'ingresso in Italia". In caso ci siano dei minori, "in favore dell'adulto titolare della tutela legale o affidatario, è riconosciuto un contributo addizionale mensile di 150 euro per ciascun figlio di età inferiore ai 18 anni".

Per riceverlo, i profughi dovranno fare domanda su una piattaforma informatica attivata dalla Protezione civile. Chi beneficerà del contributo, dice ancora l'ordinanza, non potrà accedere "ad altre forme di assistenza alloggiativa", ma potrà avere i fondi "in un'unica soluzione e in forma cumulativa", anche per due o tre mensilità, qualora i tempi delle domande dovessero prolungarsi oltre i 90 giorni dalla data di ingresso in Italia. Il contributo potrà essere erogato in contanti da un qualunque istituto di credito nel Paese: nel caso l'avente diritto non abbia un conto corrente, presentando un proprio documento di identità e la ricevuta del permesso per la protezione temporanea rilasciata dalla questura competente. Nel caso in cui i profughi trovino un lavoro, dice ancora l'ordinanza, "il beneficiario può continuare a fruire della misura in godimento per un periodo massimo di 60 giorni".

Il testo completo dell'ordinanza

Per quanto riguarda l'assistenza sanitaria, i profughi ucraini vengono equiparati ai cittadini italiani: verrà rilasciato loro un codice fiscale e con quello si potrà accedere alle prestazioni sanitarie. Ad ogni regione viene riconosciuto un rimborso forfettario di 1.520 euro a profugo, per un massimo di centomila unità. "L'accoglienza diffusa riguarda i comuni, gli enti del terzo settore. Abbiamo previsto questo percorso per raccogliere le disponibilità dell'accoglienza diffusa fino ad un massimo di 15mila posti, stabiliamo i criteri di accoglienza, le tariffe massime pro capite al giorno. Passeremo alla valutazione di queste disponibilità che poi ci consentirà di passare agli accordi attuativi", ha detto Fabrizio Curcio.

Guerra Russia-Ucraina: le ultime notizie in diretta

Le associazioni del terzo settore avranno un contributo fino a un massimo di 33 euro per ogni persona assistita. Il primo passaggio sarà la pubblicazione di un avviso di interesse rivolto alle associazioni, ai centri per il volontariato e agli enti religiosi affinché comunichino la disponibilità, fino a un massimo di 15mila persone. Poi verranno attivate le convenzioni tra la Protezione civile, la conferenza delle regioni, l'Anci e i singoli enti ed elargiti i contributi.

Il Dpcm sulla protezione temporanea

Il presidente del Consiglio Mario Draghi, intanto, ha firmato il Dpcm sulla protezione temporanea e l'assistenza per i profughi provenienti dall'Ucraina. Il decreto recepisce la decisione del Consiglio Ue del 4 marzo. Il decreto fissa a partire dal 4 marzo 2022 la decorrenza della protezione temporanea, con durata di un anno. I beneficiari - si spiega - sono gli sfollati dall'Ucraina a partire dal 24 febbraio 2022. In questa categoria rientrano non solo i residenti in Ucraina, ma anche cittadini di Paesi terzi che beneficiavano di protezione internazionale e i familiari. Il permesso di soggiorno ha validità di un anno e può essere prorogato di sei mesi più sei, per un massimo di un anno. Consente l'accesso all'assistenza erogata dal sistema sanitario nazionale, al mercato del lavoro e allo studio.

Viene revocato, anche prima della sua scadenza, quando il Consiglio dell'Ue decide la cessazione della protezione temporanea. È la questura l'autorità competente al rilascio del permesso di soggiorno per protezione temporanea. Il provvedimento prevede anche specifiche misure assistenziali e consente ai cittadini ucraini già presenti in Italia il ricongiungimento con i propri familiari ancora presenti in Ucraina.

Secondo i dati del Viminale, sono complessivamente 75.115 le persone in fuga dal conflitto in Ucraina arrivate finora in Italia, 72.175 delle quali alla frontiera e 2.940 controllate dal compartimento polizia ferroviaria del Friuli Venezia Giulia. Rispetto a ieri, l'incremento è di 1.217 ingressi nel territorio nazionale. Tra i profughi arrivati finora in Italia, 38.735 sono donne, 7.158 uomini e 29.222 minori.

I titoli di studio

Interessanti anche i dati sull'istruzione forniti dalla Prefettura di Lecco: 60 cittadini ucraini non hanno un titolo di studio, 30 hanno un titolo conseguito alla Scuola Primaria, 37 hanno il diploma conseguito al termine del percorso di studi svolto nella Scuola Secondaria di Primo Grado, 42 hanno terminato la Scuola Secondaria di Primo Grado e 52 sono laureati. Tra gli ultimi figurano 11 laureati in ambito sanitario, 1 in area scientifica, 10 nell'area scientifico-tecnologica (architettura, ingegneria civile ed ambientale, industriale, meccanica, elettronica, delle telecomunicazioni, informatica...), 13 nell'area giuridico-economica, 5 nell'area umanistica, 7 nell'area sociale, 5 in altre aree ancora. Per ben 454 cittadini, infine, non è disponibile l'informazione relativa al titolo di studio.

Si cercano alloggi, inseriti i primi profughi ucraini

Prosegue la messa a disposizione di alloggi da parte di privati per favorire l’accoglienza diffusa su tutto il territorio. Gli Ambiti distrettuali di Bellano, Lecco e Merate hanno sin qui, a mercoledì 23, la disponibilità di 92 alloggi, a cui aggiungere 161 famiglie pronte ad accogliere nelle proprie case minori e/o mamme con bambini. Il totale delle disponibilità raccolte sino alla fine della scorsa settimana da “Lecco ospita l’Ucraina” è di 682 posti su tutto il territorio provinciale.

Profughi ucraini: 300 euro a persona, 150 per ciascun figlio

Nel frattempo il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, ha firmato un'ordinanza che stabilisce modalità e misure per la gestione di chi scappa dalla guerra, segno dell'impegno dell'Italia nell'accoglienza dei profughi ucraini. Il provvedimento è in corso di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Nello specifico, l'ordinanza (la numero 881 del 29 marzo 2022) stabilisce che gli ucraini che hanno fatto richiesta di protezione temporanea e che abbiano trovato un'autonoma sistemazione riceveranno "un contributo di sostentamento una tantum pari a 300 euro mensili, pro capite per la durata massima di tre mesi decorrenti dalla data d'ingresso in Italia". In caso ci siano dei minori, "in favore dell'adulto titolare della tutela legale o affidatario, è riconosciuto un contributo addizionale mensile di 150 euro per ciascun figlio di età inferiore ai 18 anni".

Per riceverlo, i profughi dovranno fare domanda su una piattaforma informatica attivata dalla Protezione civile. Chi beneficerà del contributo, dice ancora l'ordinanza, non potrà accedere "ad altre forme di assistenza alloggiativa", ma potrà avere i fondi "in un'unica soluzione e in forma cumulativa", anche per due o tre mensilità, qualora i tempi delle domande dovessero prolungarsi oltre i 90 giorni dalla data di ingresso in Italia. Il contributo potrà essere erogato in contanti da un qualunque istituto di credito nel Paese: nel caso l'avente diritto non abbia un conto corrente, presentando un proprio documento di identità e la ricevuta del permesso per la protezione temporanea rilasciata dalla questura competente. Nel caso in cui i profughi trovino un lavoro, dice ancora l'ordinanza, "il beneficiario può continuare a fruire della misura in godimento per un periodo massimo di 60 giorni".

Il testo completo dell'ordinanza

Per quanto riguarda l'assistenza sanitaria, i profughi ucraini vengono equiparati ai cittadini italiani: verrà rilasciato loro un codice fiscale e con quello si potrà accedere alle prestazioni sanitarie. Ad ogni regione viene riconosciuto un rimborso forfettario di 1.520 euro a profugo, per un massimo di centomila unità. "L'accoglienza diffusa riguarda i comuni, gli enti del terzo settore. Abbiamo previsto questo percorso per raccogliere le disponibilità dell'accoglienza diffusa fino ad un massimo di 15mila posti, stabiliamo i criteri di accoglienza, le tariffe massime pro capite al giorno. Passeremo alla valutazione di queste disponibilità che poi ci consentirà di passare agli accordi attuativi", ha detto Fabrizio Curcio.

Guerra Russia-Ucraina: le ultime notizie in diretta

Le associazioni del terzo settore avranno un contributo fino a un massimo di 33 euro per ogni persona assistita. Il primo passaggio sarà la pubblicazione di un avviso di interesse rivolto alle associazioni, ai centri per il volontariato e agli enti religiosi affinché comunichino la disponibilità, fino a un massimo di 15mila persone. Poi verranno attivate le convenzioni tra la Protezione civile, la conferenza delle regioni, l'Anci e i singoli enti ed elargiti i contributi.

Il Dpcm sulla protezione temporanea

Il presidente del Consiglio Mario Draghi, intanto, ha firmato il Dpcm sulla protezione temporanea e l'assistenza per i profughi provenienti dall'Ucraina. Il decreto recepisce la decisione del Consiglio Ue del 4 marzo. Il decreto fissa a partire dal 4 marzo 2022 la decorrenza della protezione temporanea, con durata di un anno. I beneficiari - si spiega - sono gli sfollati dall'Ucraina a partire dal 24 febbraio 2022. In questa categoria rientrano non solo i residenti in Ucraina, ma anche cittadini di Paesi terzi che beneficiavano di protezione internazionale e i familiari. Il permesso di soggiorno ha validità di un anno e può essere prorogato di sei mesi più sei, per un massimo di un anno. Consente l'accesso all'assistenza erogata dal sistema sanitario nazionale, al mercato del lavoro e allo studio.

Viene revocato, anche prima della sua scadenza, quando il Consiglio dell'Ue decide la cessazione della protezione temporanea. È la questura l'autorità competente al rilascio del permesso di soggiorno per protezione temporanea. Il provvedimento prevede anche specifiche misure assistenziali e consente ai cittadini ucraini già presenti in Italia il ricongiungimento con i propri familiari ancora presenti in Ucraina.

Secondo i dati del Viminale, sono complessivamente 75.115 le persone in fuga dal conflitto in Ucraina arrivate finora in Italia, 72.175 delle quali alla frontiera e 2.940 controllate dal compartimento polizia ferroviaria del Friuli Venezia Giulia. Rispetto a ieri, l'incremento è di 1.217 ingressi nel territorio nazionale. Tra i profughi arrivati finora in Italia, 38.735 sono donne, 7.158 uomini e 29.222 minori.

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